2.500 interventi per le famiglie più povere

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Dal momento dell’entrata in vigore (con la firma apposta nella “sala dei vescovi” dell’episcopio il 31 maggio 2013 dal vescovo Ceccobelli, dal commissario Maria Luisa D’Alessandro, dall’allora presidente della fondazione Cassa risparmio di Perugia, Carlo Colaiacovo, da Luigi Lanna del Cesvol), allo scorso mese di dicembre, il progetto “Sostegno alle situazioni di povertà nel Comune di Gubbio” ha deliberato ben 2.561 interventi, erogando contributi per complessivi 843.825,46 euro.

Istituito e sostenuto appunto dalla Fondazione Cariperugia (100.000 euro annui), da Caritas (30.000) e Comune (30.000), esso è finalizzato a esprimere solidarietà concreta per consentire il pagamento di affitti, utenze domestiche e altre emergenze sia sanitarie che scolastiche a quanti sono costretti a confrontarsi con le conseguenze della lunga crisi economica-occupazionale che da anni prova duramente tante famiglie residenti nell’Eugubino.

Il progetto continua quindi a svolgere una funzione fondamentale, grazie anche alla tempestività delle risposte che è in grado di garantire per permettere pagamenti che riguardano settori come l’abitazione e servizi, che finirebbero altrimenti per innescare pesanti conseguenze con inevitabili reazioni a catena.

Nel 2017 ha erogato per esempio 415 contributi per una somma complessiva di 162.031,50 euro attingendo al fondo annualmente garantito dagli enti sottoscrittori della felice intuizione, oltre a un residuo di 2.031,39 euro derivante da erogazioni predisposte, ma non ritirate a causa del trasferimento dei beneficiari in altri Stati.

Questo il dettaglio degli interventi deliberati dall’apposita commissione, composta da Antonio Lanuti per la Fondazione, Sabrina Merli per il Comune, Paola Ceccarini per il Cesvol e Luca Uccellani per la Caritas: 56,917,00 euro per il pagamento di utenze (149 contributi), 67.893,50 euro per far fronte agli affitti (171 contributi); 37.221,00euro sua per l’una che l’altra delle tipologie (95 contributi). Il finanziamento medio è stato di 553,01 euro; ne hanno beneficiato 293 nuclei familiari, 212 con figli e 62 unipersonali.

Da notare che i beneficiari di cittadinanza italiana sono stati il 59,3% – cui sono andati 96.077,50 euro – , il 5,9% in più rispetto allo scorso anno; quelli stranieri il 40,7%, che hanno assorbito 65.954 euro. Un dato, quello italiano in particolare, sul quale riflettere.

 

AUTORE: G. B.

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