500 studenti da Todi alla Porta santa

GIUBILEO EUCARISTICO. Cinque percorsi per i ragazzi del liceo, differenziati per classi, con il saluto del Vescovo e visita guidata

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Mons. Tuzia durante il saluto agli studenti
Mons. Tuzia durante il saluto agli studenti

Si sono svolti ad Orvieto, in cinque mattine diverse, i percorsi “giubilari” degli studenti del liceo “Jacopone da Todi”. L’occasione è stata quella del Giubileo eucaristico concesso da Benedetto XVI in occasione del 750° anniversario del miracolo eucaristico di Bolsena del 1263 e dell’origine della festa del Corpus Domini istituita ad Orvieto da papa Urbano IV nel 1264.

I cinque percorsi sono stati organizzati sulla base degli anni scolastici che gli studenti frequentano: una mattina tutte le classi prime, un’altra tutte le seconde, e così via.

Ogni percorso ha avuto inizio con la consegna da parte dei volontari del Giubileo di un pass e con la gradita accoglienza del vescovo mons. Benedetto Tuzia, che ha proficuamente introdotto gli studenti al significato del Giubileo eucaristico.

Il percorso è poi continuato attraverso la spiegazione storico-artistica che le guide incaricate dalla diocesi, Emanuela ed Alessandra, hanno professionalmente elargito agli studenti circa gli arazzi e gli affreschi del duomo che esplicitano gli eventi legati al miracolo eucaristico e alla consegna alla Chiesa e al mondo, da parte di papa Urbano IV, della bolla Transiturus con la quale ha esteso alla Chiesa universale la festa del Corpus Domini. L’apice di questa esperienza è stata la suggestiva visita alla cappella del Corporale, nonché a quella di San Brizio ove sono conservati gli affreschi del Signorelli.

Approfittando di alcune delle tante opportunità culturali che la città di Orvieto offre, gli studenti – guidati dai loro insegnanti – hanno visitato la necropoli etrusca del Crocifisso del Tufo (classi prime e seconde), le chiese medievali di Sant’Andrea e San Domenico (classi terze) e le sezioni moderna e contemporanea del Museo dell’opera del Duomo. Hanno anche apprezzato la vivacità del centro storico e l’amenità del paesaggio della periferia orvietana.

Le mattinate orvietane sono state vissute dagli studenti con spirito di curiosità e di collaborazione, e hanno costituito momenti di crescita religiosa e culturale, come da loro stessi affermato negli spontanei commenti che si riportano nel box qu accanto.

La visita al duomo e alla città di Orvieto nelle parole dei giovani

Alcuni degli studenti che hanno partecipato ai percorsi “giubilari”
Alcuni degli studenti che hanno partecipato ai percorsi “giubilari”

Quella di Orvieto è stata una bellissima esperienza formativa, che mi ha aiutato a conoscere ulteriormente il fantastico territorio in cui ho la fortuna di vivere. Avevo sentito parlare molte volte della bellezza del duomo, ma non avevo mai avuto l’occasione di rendermene conto di persona, per questo mi è piaciuta molto questa esperienza che credo mi abbia fatto crescere a livello formativo, ma anche a livello della mia fede”. (Andrea Rossi)

“L’esperienza di Orvieto è stata per me molto costruttiva perché, attraverso la spiegazione del Vescovo e l’illustrazione da parte della guida riguardo gli stendardi, sono riuscita a cogliere il vero significato del Giubileo. La visita al duomo è stata molto interessante, anche perché ritengo che sia un nostro gioiello umbro che dobbiamo saper apprezzare e mantenere”. (Arianna Preterossi)

“La visita a Orvieto mi è piaciuta molto perché il duomo di Orvieto è molto bello. Mi sono piaciuti gli arazzi e le due cappelle del duomo, in particolare quella ove è conservato il Corporale del miracolo eucaristico. Mi è piaciuta la città di Orvieto”. (Benedetta)

“Non era la prima volta che entravo nel duomo di Orvieto: la prima è stata quando ho partecipato alla messa del Vescovo prima di ricevere la cresima, e non mi ero resa conto degli eventi che sono all’origine della costruzione del duomo. Oltre a ciò che è all’interno, mi ha attratto molto anche l’esterno del duomo. Penso che questo duomo sia tra i più belli in assoluto”. (Giulia Rosati)

“Ero già stata ad Orvieto qualche anno fa, quando un giovane di Avigliano è diventato sacerdote. Entrare nel duomo è una cosa fantastica, se ci mettiamo a pensare a come lo hanno costruito e per i particolari che vi sono in esso. Anche le guide ci hanno spiegato molto bene, e hanno saputo illustrarci la situazione”. (Noemi Badoglio)

“Secondo me, l’uscita a Orvieto è stata un modo diverso per trascorrere una mattinata insieme, attorniati da un ambiente diverso da quello scolastico e immersi in una città piena di storia dovuta ai diversi eventi accaduti nel tempo. A livello artistico, la mia attenzione è stata attratta dal duomo in quanto non avevo mai avuto l’occasione di visitarlo. Vorrei tornarci molto presto”. (Melisa Fodor)

“Nonostante non fosse la prima volta che visitavo Orvieto, l’esperienza è stata comunque bellissima, indimenticabile e di grande impatto, perché il duomo lascia sempre qualcosa di meraviglioso nei nostri ricordi, ma anche nel nostro cuore per la sua incommensurabile bellezza. Nel duomo, è stato l’organo che si trova nel suo interno ad attrarre, per l’ennesima volta, la mia attenzione. Vengo sempre catturata dalla sua maestosità, ed è sempre il motivo per cui desidero ritornarci”. (Ilona Napadaika)

“A me l’uscita a Orvieto è piaciuta molto, soprattutto il duomo, perché mi ha affascinato lo stile e l’interno. Mi è piaciuta molto anche la città perché dovunque c’è un tratto di storia”. (Leslimar Introppico)

“La mattinata trascorsa a Orvieto ha costituito una bella esperienza. Ho trovato interessanti gli argomenti trattati dal Vescovo e dalle guide”. (Lorenzo Ruspolini)

AUTORE: Michela Massaro

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