A chi non piace la legge elettorale

Un Comitato fa ricorso contro la riforma approvata dal Consiglio regionale. Scelta civica solleva un’interrogazione parlamentare. Dubbi sulla data del 31 maggio

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elezioni-urna-elettoraleFatta la legge (elettorale), trovato (se non l’inganno) il ricorso. Che è stato presentato a Perugia dal Comitato per la democrazia in Umbria, formato da Radicali, Scelta civica, Alternativa riformista e Sinistra capitalista, al quale si sono uniti anche “L’altra Umbria”, i deputati del M5s e Progetto Terni.

A capo dell’attività per impugnare la nuova legge elettorale umbra, che non tutelerebbe le minoranze, è Felice Besostri, avvocato che insieme ad altri colleghi è riuscito a chiudere con il Porcellum. Naturalmente andrà a finire per le lunghe.

Sulla questione si era espresso, in risposta all’interrogazione urgente della parlamentare di Scelta civica Adriana Galgano, il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, sottolineando che “il Governo non intende impugnare davanti alla Corte costituzionale; ritiene che legge non abbia profili di incostituzionalità e rientri nei parametri di discrezionalità politica ai sensi dell’articolo 122 della Costituzione”, ovvero quello che affida alle regioni la materiale elettorale.

“A ogni forma di governo – ha spiegato il sottosegretario – corrisponde una serie di ipotesi e modelli di legge elettorale, che devono avere una caratteristica fondamentale per essere legittimi: quella di garantire la rappresentanza e la formazione di una maggioranza, e ciò ha importanza nei sistemi presidenziali”.

Le parole di Bressa non sono piaciute alla Galgano. “Il sottosegretario – ha replicato – ha fatto riferimento alla diversa natura delle assemblee regionali e nazionali e, dunque, all’impossibilità di estendere la sentenza della Consulta alle leggi elettorali regionali. Ma il punto da noi sollevato è tutt’altro, e cioè ribadire che gli elettori, siano essi chiamati alle urne per rinnovare i Consigli regionali o il Parlamento, godono degli stessi diritti garantiti dalla Costituzione. Il principio di rappresentatività non può essere sacrificato interamente sull’altare della governabilità”.

Il segretario di Radicali Perugia, Michele Guaitini, ha affermato che “il sottosegretario forse non si è reso conto, o fa finta di non rendersi conto, che la sentenza della Corte costituzionale non solo ha bocciato il Porcellum, ma ha stabilito il principio che tutti i sistemi elettorali di organi elettivi devono rispondere a criteri di ragionevolezza”.

Nel frattempo è giunta l’ufficialità della data del voto, il 31 maggio. Secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Andrea Lignani Marchesani, la data scelta “è troppo a ridosso di uno dei primi ponti ormai estivi, e ciò, unitamente al clima generale di antipolitica che pervade l’Italia, renderà molto probabile una grande astensione dei cittadini chiamati al voto”.

AUTORE: E. Q.

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