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Abat jour – Aux sources!


DON ANGELO fanucciAux sources! Alle sorgenti! fu l’emblema di quella volontà di ripensare la fede che animava le avanguardie del cattolicesimo cento anni or sono. Aggiornare la teologia. Confrontarsi con la grande filosofia del soggetto, con la grande culture delle autonomie. Ripensare l’assioma “il potere viene da Dio”. E fu il Concilio.

Con il Concilio divenne possibile il ritorno di forme liturgiche dimenticate.

È il caso della scelta operata dal nuovo Rito del matrimonio, che nel momento costitutivo della comunione matrimoniale ripropone agli sposi il loro battesimo. A tre livelli. Innanzitutto esaltando la forza del legame fra fedeltà e battesimo: “Riconoscere con gratitudine il dono ricevuto per rimanere fedeli all’amore a cui siamo stati chiamati”. Poi recuperando il battesimo come fonte dell’autenticità dell’amore sponsale: “Da esso nasce e prende vigore l’impegno di vivere fedeli nell’amore”. Infine riproponendo il battesimo come “sorgente e fondamento di ogni vocazione”, non solo di quella sponsale, che è solo una delle tante vocazioni alle quali la grazia dà forma.

Bene, bello, bellissimo… ma è tutto qui? Per quello che mi riguarda, sì, purtroppo. Tutto qui. E non è giusto.

Confesso che ogni volta che celebro il battesimo di un neonato c’è qualcos’altro che m’intriga a fondo. È quando intingo il pollice nel crisma, traccio con esso un segno di croce sulla fronte del bambino e gli dico: “Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, ti ha liberato dal peccato e ti ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito santo, unendoti al suo popolo; ora Egli stesso ti consacra con il crisma della salvezza, perché, inserito in Cristo, sacerdote, re e profeta, tu sia sempre membro del suo Corpo, per la vita eterna”.

Ma ci rendiamo conto? A questo batuffolo di carne, che sa solo frignare e inzuppare i pannolini, la Santa Madre Chiesa dice che da questo momento la sua vita s’innesta in Cristo, e lui diventa sacerdote, re e profeta. In germe per adesso, in crescita, ma il tempo di sua vita gli servirà a diventarlo in pienezza.

Quanto a lungo ci hanno detto che il cristianesimo mortifica l’uomo, ne comprime la grandezza! Fatto il pieno di barbera, Giosue Carducci vide Cristo salire al Campidoglio e scaricare su Roma la sua croce gridandole: “Portala e servi!”

Ma vi rendete conto? E non è tutto qui. Ci sentiamo fra sette giorni.

Angelo M. Fanucci


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