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Abat jour – Rivisitare a fondo il sacramento. Ma come?


Don Angelo Fanucci

Don Angelo Fanucci

Creare dunque, in materia matrimoniale, le condizioni che rendano possibile la nascita di una famiglia intrinsecamente evangelizzatrice, questo sta a cuore a Papa Francesco.

Ma le regole che oggi normano il matrimonio cristiano non sono state affatto pensate su questo registro. Il mio Vescovo Mario Ceccobelli, nel corso di uno dei “ritiri” mensili in uso nel clero eugubino dalla notte dei tempi, ha sostenuto che (cito a braccio) il diritto matrimoniale ha ingessato le teologia del matrimonio.

È vero. E non occorre essere medici ortopedici per sapere che l’arto bloccato dal gesso non si libera soffiando, come fece il Signore Iddio quando decise di mettere in circolazione il primo esemplare della nostra specie. Ci vuole una botta di martello che quando martella non si rompe ma rompe: l’énjabement verbale era d’obbligo.

E Papa Francesco picchia duro, durissimo: meglio un buon matrimonio dopo una convivenza che un matrimonio improvvisato. Tanti matrimoni sono nulli per mancanza di consapevolezza. L’ha detto il Papa giovedì 25 febbraio, durante l’annuale incontro quaresimale dei Parroci di Roma. A motivo dell’impreparazione degli sposi una parte dei nostri matrimoni sacramentali sono nulli: questa la versione ufficiale che, del discorso fatto a braccio dal Papa)  ha dato per iscritto P. Lombardi; ma chi c’era sa che il Papa ha detto: La gran parte.

Che futuro ci attende su questo piano?

Io credo che lo snodo fondamentale della questione non sia interno ad essa,  ma vada cercato altrove. Il guscio si aprirà nella misura in cui, nel futuro prossimo, la Chiesa darà spazio al sacerdozio dei fedeli.

Il sacerdozio dei fedeli è un’attribuzione identitaria, mentre il sacerdozio dei ministri ordinati è un’attribuzione di servizio: ce lo ha insegnato il grande dom Gianni Giacomelli, abate del nostro grande  monastero di Fonte Avellana, eugubino per storia, marchigiano per rapina..

Il sacerdozio dei fedeli dice a tutti i battezzati chi sono, qual è la loro vera natura; il sacerdozio degli ordinati in sacris dice loro non chi sono, ma cosa debbono fare, quale servizio gli uomini tutti possono e debbono attendersi da loro.

Ma che ci azzecca tutto questo con quanto andavamo qui sopra ruminando? Gnaffe. Chi vivrà vedrà.

Angelo M. Fanucci


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