AGRICOLTURA. Fare innovazione e fare squadra in Umbria si può

Tempo di lettura: 154 secondi

Venerdì 20 l’assessore all’Agricoltura Fernanda Cecchini ha partecipato alla presentazione, a palazzo Cesaroni, di una tecnica innovativa nella coltivazione del mais che permette di dimezzare i consumi idrici irrigui attraverso la semina e coltivazione su film (“pellicola”) plastico biodegradabile.

Il progetto è stato coordinato da Antonio Cesarini, direttore tecnico della Fondazione Agraria, che ha illustrato la sperimentazione sviluppata su una superficie di 10 ettari presso l’azienda agricola della Fondazione a Casalina, la cui diffusione può rappresentare un valido miglioramento nell’utilizzo razionale della risorsa idrica e probabilmente anche portare alla produzione di un mais migliore qualitativamente.

La macchina utilizzata per la semina è stata realizzata appositamente da un’azienda meccanica umbra, la Spapperi di Città di Castello, ed il film utilizzato – dello spessore di 12 micron – potrebbe anche essere prodotto in Umbria, sia come materia prima che come pellicola, essendoci nella nostra regione aziende eccellenti in entrambi i settori, come la Novamont di Terni per i granuli e la Polycart di Palazzo d’Assisi per i film. Sinergie che potrebbero essere attivate per creare una filiera tutta umbra.

L’assessore Cecchini, dopo aver ricordato che l’agricoltura in Umbria è il settore che può fare ancora la differenza, ha sottolineato che la misura più utilizzata nell’ambito del Piano di sviluppo rurale è stata quella relativa proprio all’innovazione di prodotto e di processo.

Per presidente della II Commissione, che ha promosso l’incontro, Gianfranco Chiacchieroni, dal progetto vengono tre grandi segnali: in Umbria si può fare innovazione, realizzare risparmio energetico e riduzione delle risorse idriche ad uso irriguo, e inoltre si può produrre mais in maniera economicamente sostenibile.

L’innovazione di Grifo Latte e Ipi

La sinergia tra imprese umbre è anche alla base dell’iniziativa presentata da Grifo Latte di Ponte San Giovanni e Ipi di Pierantonio, con la nuova panna 100% nella confezione “slim”, già da aprile sul mercato. Grifo Agroalimentare vende gran parte della sua produzione in Umbria, mentre Ipi esporta i suoi contenitori per il confezionamento asettico di alimenti liquidi per il 96%, di cui l’80% fuori dalla Comunità europea.

Il messaggio che sta dietro ad una semplice confezione di panna, ha detto il presidente del gruppo Grifo Agroalimentare Carlo Catanossi, è che “in questo territorio si può fare squadra”.

“La collaborazione è la dimostrazione che dalla sinergia tra aziende votate alla ricerca e all’innovazione sia possibile creare e consolidare nuova competitività, generando valore aggiunto per il territorio” ha detto l’assessore Cecchini, sottolineando che questo progetto “è il migliore esempio di filiera corta in Umbria”.

Umbria da promuovere all’estero… e in casa

Segnali di speranza quindi per l’economia umbra e per l’agricoltura in particolare, con l’augurio che si riesca a fare squadra anche a valle della produzione, con un’efficace attività di promozione e commercializzazione delle tante eccellenze alimentari made in Umbria, in particolare i 69 prodotti regionali tradizionali cui è stata di recente assegnata da Coldiretti la “Bandiera del gusto”. Promozione che si deve fare in maniera integrata valorizzando il territorio e le sue tradizioni, in primis nella nostra regione, poi nel resto del mercato italiano, ma anche nei principali mercati esteri.

AUTORE: Alberto Mossone

LASCIA UN COMMENTO