Al mercato delle poltrone

Politica. La difficile spartizione degli assessorati all’indomani delle regionali

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La campagna elettorale è finita ma la triste tradizione del mercato delle poltrone non è certo passato di moda in Umbria, anzi. Il Pd vuole 5 assessorati per mettere a tacere le proprie componenti (bersaniani e area democratica). Se passasse questa linea, gli alleati si dovrebbero accontentare di un assessorato per uno (Idv, Federazione della sinistra e Socialisti) e magari, ai più scontenti, ipotizzare la compensazione della presidenza del Consiglio regionale, che pare sempre autonoma ma che invece è la consolazione naturale per i più arrabbiati. L’assessorato per i socialisti, cioè per Silvano Rometti, è praticamente assicurato. Ma Italia dei valori e Federazione della sinistra scalpitano, per garantire assetti interni e per avere maggiore visibilità. Fino a questo momento nel Pd gli assessori dati per sicuri sono Vincenzo Riommi (è stato il più votato) e Gianluca Rossi, già capogruppo in Consiglio e che garantirebbe la realtà di Terni. Per il resto è una girandola di nomi che giorno dopo giorno escono e rientrano in scena. Renato Locchi, già sindaco di Perugia e il meno votato del Pd, farà il semplice consigliere oppure riuscirà a rappresentare Perugia all’interno della prossima Giunta? Fernanda Cecchini, sindaco di Città di Castello, ancora per pochi giorni, viene considerata in tutte le ipotesi (Giunta, capogruppo) mentre Eros Brega (ternano, area democratica del Pd) aspira ad un posto nell’esecutivo regionale. Il compito della presidente Marini è difficile, come detto, soprattutto con gli alleati dell’Idv e della Federazione della sinistra. Entrambi aspirano ad una doppia rappresentanza. Lo statuto dell’Idv impone le dimissioni da consigliere per coloro che entreranno nella Giunta. E quindi si fa il nome di Carla Casciarri, un’esterna. Ma si vorrebbe anche un ruolo in Consiglio regionale. La Federazione della sinistra porta avanti una sorta di derby Perugia-Terni. Goracci, sindaco di Gubbio, ma solo per pochi giorni, pare che vorrebbe andare in Giunta ma senza dimettersi da consigliere (se lo facesse entrerebbe il primo dei non eletti, Stefano Vinti). Ma se Goracci entrasse nel governo regionale bloccherebbe l’assessore uscente, Damiano Stufara. Se il derby della sinistra andasse a Terni, Stufara tornerebbe a fare l’assessore e, dimettendosi da consigliere, farebbe spazio a Giuseppe Mascio, già assessore e primo dei non eletti nella circoscrizione ternana. Insomma, un bel rompicapo non solo per la Marini ma per la Federazione della sinistra che, forse, dovrebbe fare chiarezza prima al proprio interno tralasciando, magari, le posizioni personali. In questo momento appare quindi difficile ipotizzare chi potrà ricoprire l’incarico di assessore regionale alla Sanità – è il settore che impegna buona parte del bilancio regionale – mentre appare chiuso in partenza qualsiasi tipo di dialogo tra la Marini e l’opposizione. Fiammetta Modena ha dichiarato seccamente che “le dichiarazioni della Marini relative alla possibilità di dialogo con l’opposizione partono da una concezione ormai superata dei rapporti tra maggioranza e minoranza. La Marini si deve quindi aggiornare perché non esiste più il vecchio e stantio ‘dialogo con l’opposizione’. Noi iniziamo fin da oggi a lavorare per diventare maggioranza nella prossima competizione elettorale. Il nostro impegno sarà quello di dare voce all’Umbria reale e vera, rispetto all’Umbria virtuale del palazzo”.

AUTORE: E. Q.

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