Anche a Perugia Libera promuove i bar senza slot machine

La mappa dei bar di Perugia che hanno detto no alle slot machine

slot-machine-gioco-azzardo-ludopatia-maniSono 36 i bar di Perugia che hanno scelto di non tenere nei loro locali le slot machine. E il numero – si spera – è destinato a crescere. A fornire questo primo elenco degli “slot-free bar” di Perugia è l’associazione Libera Umbria, in collaborazione con Arcat Umbria (Associazione regionale dei club alcologici territoriali), che sabato scorso ha organizzato un “Tè senza slot” e presentato la mappa dei locali privi di macchinette. Una mappa in divenire, che si sta ampliando di giorno in giorno grazie alle segnalazioni di clienti e gestori di locali che hanno scelto di intraprendere una strada etica, seppure non economicamente vantaggiosa.

“Dobbiamo ringraziare questi proprietari – ha sottolineato Fabrizio Ricci di Libera Perugia – per la loro coraggiosa decisione, a seguito della quale hanno visto diminuire fortemente le loro entrate. Il bar deve essere, e tornare a essere, un luogo di divertimento, convivialità, incontro e gioco sano”.

È ormai noto come il gioco d’azzardo sia un fenomeno allarmante tanto in Italia quanto nella nostra piccola regione. Un dato su tutti, difficile da ignorare: ogni 24 ore, gli umbri bruciano nelle slot machine circa 2 milioni di euro. Secondo i dati della Guardia di finanza e della sezione perugina dei Monopoli di Stato, tra gennaio e giugno 2013 nella nostra regione sono stati spesi dai cittadini 366 milioni di euro nelle 5.406 tra slot machine e videolottery legali dislocate nei 1.486 esercizi della regione.
Un giro d’affari spesso nelle mani della criminalità organizzata, anche in Umbria, come dimostrato da alcuni recenti fatti di cronaca, come il caso di Trevi, dove alcuni mesi fa la Guarda di finanza ha sequestrato un capannone che custodiva 200 macchinette “modificate” e pronte per essere collocate all’interno di locali adibiti al gioco d’azzardo.

Da qui l’idea della mappa: “Abbiamo deciso – dice ancora Ricci – di avviare un monitoraggio dei bar della città che non abbiano al loro interno ‘macchinette mangiasoldi’, con l’obiettivo di metterla a disposizione della collettività. Crediamo che questa iniziativa possa essere utile per avere piena consapevolezza delle dimensioni del fenomeno, e anche per sostenere quegli esercizi che scelgono di non lucrare su un sistema che sta producendo enormi danni sociali e umani”.
Chi volesse consultare la mappa o suggerire nuovi locali da inserire può rivolgersi a Libera Umbria tramite la pagina Facebook omonima o via mail umbria@libera.it. La mappa è anche disponibile su Google Maps.

AUTORE: Laura Lana