Ancora un anno di presenza dei giovani umbri a Radulac

Mons.Fontana in Kossovo con la Caritas

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Un centro pastorale e una scuola primaria sono gli ultimi segni di concreta attenzione delle Caritas dell’Umbria, della Toscana e di Latina, a favore della popolazione kosovara della parrocchia di Zllakuqan (distretto di Klina).Vanno ad aggiungersi a quanto già realizzato in questi tre anni di impegno per la rinascita della regione Balcanica: l’accoglienza in Italia nella fase acuta del conflitto; l’attivazione del campo del volontariato Caritas di Umbria e Toscana per essere accanto ai kosovari nel condividere il loro disagio sostenendoli moralmente e materialmente; la ricostruzione delle abitazioni civili distrutte dalla guerra; gli interventi socio-sanitari in loco e l’assistenza in Italia dei malati gravi.Le due strutture saranno inaugurate il 10 e l’11 giugno prossimo e sono state realizzate con il contributo della Misericordia di Antella (Fi), della comunità civile e religiosa della città di Prato, delle Delegazioni Caritas dell’Umbria e della Toscana e della Caritas diocesana di Latina e con l’opera prestata dai giovani volontari del campo Caritas a Radulac, che hanno coinvolto anche diversi loro coetanei kosovari. Dall’estate del 1999 ad oggi vi hanno prestato la propria opera oltre 500 italiani, ed è tuttora punto di riferimento per molte persone, soprattutto giovani. Per i volontari della Caritas dell’Umbria l’impegno proseguirà ancora per un anno, in risposta alla richiesta fatta ai vescovi umbri da mons. Marko Sopi, vescovo della diocesi di Prizren, di sostenere ancora la presenza di questi giovani perché “resta da fare molto sul piano pastorale. Le nostre comunità parrocchiali vivono una stagione di rinnovamento, e la presenza dei ragazzi della Caritas – sottolinea il vescovo kosovaro nella sua lettera – rappresenta sicuramente il segno più evidente di uno stile di Chiesa che vogliamo mettere in pratica”.All’inaugurazione parteciperà una delegazione delle Caritas diocesane umbre guidata da mons. Riccardo Fontana, arcivescovo di Spoleto-Norcia e delegato Ceu per la carità. Gli ospiti italiani saranno accolti da alcune famiglie nelle proprie abitazioni, perché “per i kosovari l’arrivo degli amici umbri è sentito anche come un’occasione per ricambiare l’ospitalità ricevuta in Italia – dice don Lucio Gatti, delegato regionale Caritas Umbria – e per essere riconoscenti e grati per quello che le nostre comunità cristiane hanno fatto per loro, attraverso i giovani volontari del campo Caritas di Radulac”.

AUTORE: R. L.

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