“Andate, e insegnate la Parola del Signore”

Ad imitazione di santa Lucia Filippini le “Maestre pie” come guida e modello di educazione per fare esperienza della propria ed altrui dignità

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Maestre-Pie-e-bambiniNel 1972 la nostra congregazione ha celebrato il terzo centenario della nascita della fondatrice, santa Lucia Filippini. In quella circostanza il beato Paolo VI ci invitò a “ringraziare e a lodare il Signore perché dona continuamente al popolo di Dio uomini e donne, i quali, mediante la loro fede e il loro amore profondo, lasciano sempre alla Chiesa un’eredità preziosa di santità, come una forza che attira gli altri all’imitazione”.

Lucia Filippini nacque a Corneto Tarquinia (Vt) il 13 gennaio 1672. A 16 anni, giovane catechista, incontrò il card. Marcantonio Barbarigo, vescovo di Montefiascone, che riconobbe nella giovane la persona cui affidare la direzione delle scuole della dottrina cristiana da lui fondate in diocesi nel 1692, con la collaborazione della maestra viterbese Rosa Venerini.

Assieme al cardinale, Lucia Filippini dava vita a una nuova famiglia di “Maestre pie” che seppe formare e guidare alla santità. Nel 1707 Lucia veniva chiamata a Roma da Clemente XI per aprirvi le scuole del Barbarigo, che il Papa volle sotto la sua protezione. Morì a Montefiascone il 25 marzo 1732. Pio XI la proclamò beata nel 1926. Nel 1930 fu iscritta nell’albo dei santi. Santa Lucia, guidata dal venerabile Marcantonio Barbarigo, mirava alla formazione intellettuale, culturale e professionale delle fanciulle e delle giovani, ma tendeva ancor più alla loro elevazione morale e religiosa in vista della nascita di famiglie realmente cristiane.

La capacità organizzativa, l’autorevolezza esigente e amorevole, la perseverante pazienza di fronte alle difficoltà, nascevano in lei da un’ardente e illuminata fede che la spingeva ad affermare: “Vorrei che con il mio proprio sangue si scrivessero tutte le verità della nostra fede, tutto il Vangelo di Gesù Cristo, tutta la Scrittura e tutti i Concili della Chiesa, perché potessero restare impressi nella mente degli uomini”.

Suor Anna Iammarino
Suor Anna Iammarino

Il grande desiderio della fondatrice di vedere conosciuto e amato il Signore Gesù in tutto il mondo è stato considerato prioritario nella programmazione apostolica e, nei tre secoli di attività missionaria, le Maestre pie Filippini, sempre guidate dal motto dell’istituto: Euntes docete verbum Domini (“Andate e insegnate la Parola del Signore”), hanno cercato di diffondere la Parola di Dio nelle scuole e nelle parrocchie in ben quattro Continenti: Europa, America, Africa e Asia. L’istituto conta circa 700 religiose distribuite in più di 100 comunità. Nel 1823, Papa Leone XII invitò le Maestre pie Filippini ad aprire una scuola nella città di Spoleto, offrendo come sede uno dei palazzi di famiglia.

Dopo alcuni anni, nel 1858, il complesso scolastico fu trasferito dal palazzo della Genga nei pressi di San Nicolò, dove tuttora ha sede. Convinte del valore apostolico dell’insegnamento, diamo con amore il nostro servizio alla Chiesa, impegnandoci a offrire ai fanciulli e ai giovani l’aiuto per crescere nella fede, per accettarne i valori e per vivere i principi di verità, di carità e di speranza cristiana. Consapevoli che non basta essere rigenerati nel battesimo per essere cristiani, ma che occorre vivere e operare in conformità al Vangelo, cerchiamo di dare vita, nella scuola, a una vera comunità di fede, animata dallo spirito evangelico di libertà e di carità, in cui l’alunno possa rendersi cosciente e responsabile del proprio battesimo e fare esperienza della propria e altrui dignità: figli di un unico Padre.

Sotto l’azione dello Spirito santo, il seme della fondazione ha fruttificato molte opere che si sono moltiplicate anche in altri contesti geografici e culturali nel mondo. Un carisma di tre secoli or sono che viene vissuto nella storia con creatività, affrontando e risolvendo, con l’aiuto del Signore, anche molte difficoltà di ordine spirituale e materiale. Il passato ci sprona a vivere il presente con passione. È proprio in questo momento storico che dobbiamo rafforzare l’impegno per custodire il bene prezioso che ci è stato affidato: come lampada accesa consumarsi d’amore per il Signore, come santa Lucia nostra fondatrice, e come lei testimoniare l’amore e la gioia, perché tutti quelli che avviciniamo sperimentino la tenerezza e la misericordia di Dio.

AUTORE: Suor Anna Iammarino Maestre pie “Filippini”, segretaria diocesana Usmi Spoleto

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