Apre i battenti il quarto Emporio della solidarietà a Ponte San Giovanni

La struttura, chiamata "Siloe", è l’ultima delle tre opere segno diocesane del Giubileo della Misericordia volute dal cardinale Gualtiero Bassetti per aiutare un migliaio di famiglie in difficoltà

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emporio-siloe-in-ponte-san-giovanni,-volontari-al-lavoroSabato 18 giugno, nella Parrocchia San Bartolomeo in Ponte San Giovanni di Perugia, sarà inaugurato il quarto “Emporio della Solidarietà” realizzato dalla Caritas diocesana. I primi tre “Empori” sono “Tabgha”, presso il “Villaggio della Carità” in Perugia, “Divina Misericordia” nella zona industriale di San Sisto e “Betlemme” in Schiavo di Marsciano. Gli ultimi due, insieme all’Emporio di Ponte San Giovanni, sono le tre opere segno diocesane del Giubileo della Misericordia volute dal cardinale Gualtiero Bassetti per aiutare un migliaio di famiglie in difficoltà. Queste opere sono state realizzate con i contribuiti dell’“8xmille” alla Chiesa cattolica, della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e di realtà imprenditoriali, coinvolgendo le Parrocchie delle periferie in costante crescita demografica e in prossimità di aree industriali che risentono della crisi.
Quest’ultimo “Emporio” è ospitato in un’antica struttura parrocchiale, molto a cuore ai pontegiani per la sua importanza religiosa, educativa e aggregativa, edificata all’inizio del ‘900 come Scuola Materna (animata per 70 anni dalle Suore Adoratrici del Sangue di Gesù), situata al numero civico 251 della centralissima via Manzoni di Ponte San Giovanni. Fu costruita grazie alla generosità di parrocchiani e benefattori anche illustri tra cui il papa san Pio X e la regina Elena di Savoia (a lei fu intitolata la Scuola Materna). Quest’edificio ritorna a svolgere la sua primordiale funzione, quella di accoglienza, quindi di grande valenza sociale. Infatti l’Emporio, denominato “Siloe” in ricordo della piscina in cui ebbe la vista il cieco miracolato da Gesù, non sarà solo un luogo dove fare la “spesa”, ma soprattutto di ascolto-accoglienza di persone in difficoltà. Ad accogliere le prime 200 famiglie utenti dell’“Emporio”, per complessivi 600-700 beneficiari, saranno 65 volontari ben formati e motivati, tra giovani e adulti, «persone di buona volontà a cui sta a cuore il prossimo che bussa alla porta».

La cerimonia di inaugurazione sul sagrato della chiesa e a seguire la visita all’Emporio “Siloe”.
Dopo mesi di lavori di ristrutturazione, messa a norma e allestimento dell’“Emporio”, il 18 giugno, alle ore 17, si terrà l’inaugurazione con inizio sul sagrato della chiesa parrocchiale per poi visitare l’Emporio”. Interverranno il cardinale Gualtiero Bassetti, il sindaco di Perugia Andrea Romizi, il parroco don Gianluca Alunni, il direttore della Caritas diocesana, diacono Giancarlo Pecetti, i referenti Caritas per la Terza Zona pastorale, i coniugi Carlo e Ilaria Cestellini, i diaconi Nando Ricci e Paolo Sorbelli e i rappresentanti della Fondazione Cassa di Risparmio e del Gruppo imprenditoriale “EMI”, che hanno contribuito alla realizzazione dell’“Emporio” il cui costo ammonta a 105.000 euro, di cui 60.000 euro per l’acquisto dei prodotti e 45.000 euro per i lavori di adeguamento locali e reperimento attrezzature. L’“Emporio Siloe” si sviluppa su una superficie di 250 mq, di cui: 105 mq adibiti alla distribuzione-esposizione di beni alimentari di prima necessità e per l’igiene sistemati su scaffali in metallo e in banchi frigo; 100 mq riservati allo stoccaggio e alla movimentazione della merce con cella frigorifera; 20 mq per l’accoglienza-ascolto; 25 mq per servizi. A questi ambienti si aggiunge il “magazzino comune” a tutti e quattro gli “Empori” (100 mq), presso l’“Emporio Divina Misericordia” in San Sisto.

Il progetto dell’“Emporio Siloe”, un servizio della Chiesa locale di “contrasto alla povertà”.
Le Parrocchie coinvolte in questo progetto, la cui attuazione-gestione è affidata all’Associazione “Emporio Siloe”, sono Balanzano, Brufa, Collestrada, Ospedalicchio, Pieve di Campo, Ponte San Giovanni, Pontenuovo di Torgiano, Sant’Andrea d’Agliano, Sant’Enea, San Martino in Campo e in Colle, Santa Maria Rossa e Torgiano. Tutte loro hanno accolto l’idea della Caritas diocesana di dare vita al “Progetto Emporio” vissuto come servizio di «contrasto alla povertà che rende più efficace ed efficiente il reperimento e la distribuzione di beni di prima necessità oltre che più dignitosa la condizione delle persone che accedono a tale servizio». La persona che arriva all’Emporio «viene accompagnata in un percorso di durata variabile e ben definita che cerca di condurla all’autonomia, all’integrazione sociale ed a una gestione più consapevole del proprio budget domestico». Gli interessati ad «accedere ai servizi offerti dagli “Empori” dovranno presentare domanda corredata da documenti comprovanti lo stato di indigenza – spiegano in Caritas diocesana –, i cui moduli potranno essere ritirati presso le Caritas parrocchiali o scaricati direttamente dal sito: www.caritasperugia.it». Gli “Empori” contribuiscono anche a ridurre lo spreco alimentare proponendo un’alternativa solidale e sostenibile di consumo con l’approvvigionamento dei beni di prima necessità mediante donazioni, acquisto diretto tramite fondi dedicati, ma anche mediante accordi con negozi del territorio, supermercati e aziende alimentari.

Il nome “Siloe”. A spiegare il significato-rapporto con la carità è il parroco don Gianluca Alunni.
Quest’Emporio, come accennato, è stato denominato “Siloe”, richiamando il passo del Vangelo di Giovanni in cui narra quando Gesù guarisce un cieco dalla nascita mettendogli del fango sulle palpebre e mandandolo a lavarsi nella piscina di “Siloe”, «che significa “inviato” – spiega il parroco don Gianluca Alunni -. “Siloe” indica che tutti i credenti hanno bisogno della fede per vedere il povero e, soprattutto, l’azione della carità. Gesù Cristo ci invita a lavarci con l’acqua della fede per poter vedere il fratello che ha bisogno del nostro aiuto. In “Siloe” possiamo cogliere anche una reciprocità: I fratelli che vengono da noi aiutati, possono a loro volta vedere, nelle opere buone che si compiono nel nome di Gesù, il volto misericordioso di Dio. Infatti, il motto che abbiamo scelto per l’opera di questo Emporio è un altro passo del Vangelo di Giovanni: “Perché coloro che non vedono vedano” (Gv 9, 39)».

L’esperienza di fede e carità dei giovani coniugi Carlo e Ilaria Cestellini.
Carlo e Ilaria Cestellini con il loro piccolo Bernardo di dieci mesi, referenti Caritas per la Terza Zona pastorale, si sono prodigati come volontari nell’allestimento dell’“Emporio Siloe”. «E’ un luogo che può restituire dignità nel dare sostegno a chi vive una condizione di disagio e povertà», commentano i due giovani sposi, lui ingegnere, lei impiegata in un centro commerciale. «“Siloe” è anche un luogo che sensibilizza e riporta a una sobrietà nella vita con una duplice funzione – spiegano –: dare al bisognoso una dimensione di dignità e a noi che facciamo servizio educare alla sobrietà. Gli “Empori”, è emerso al recente Giubileo diocesano delle opere di Misericordia, sono una risposta ai mali della nostra società, come l’egoismo e l’individualismo, perché sono opere di carità accompagnate dal nostro cuore con gesti semplici e quotidiani, che danno un senso alla nostra vita. Ma c’è anche un’altra forma di carità che dà risposte ad un’economia malata, che non può essere contrastata con la risposta di un singolo, ma con quella di una comunità che si fa carico dei bisogni del prossimo con servizi strutturati come gli “Empori”». Ilaria e Carlo, riflettendo sul Giubileo delle opere di Misericordia, ne parlano come di «un’esperienza che ci ha fatto comprendere ancora di più l’importanza dell’essere vicino ai sofferenti, perché aiuta ad essere più vicino a Dio. Le tante povertà che vediamo ci ricordano che la vita ci porta all’essenzialità, alla semplicità e questo ci porta anche a sorridere di più e a guardare al futuro con speranza».

“Siloe” ringrazia Caritas, Fondazione Cassa di Risparmio, Gruppo EMI e “No(t)te di Musica”.
«Oltre a Caritas italiana e diocesana, la principale Istituzione che ha sostenuto i costi per la realizzazione del progetto “Siloe” – sottolineano dall’Associazione che gestisce l’“Emporio” – è stata la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Un contributo importante è stato dato anche dal Gruppo EMI, che ha fornito gratuitamente il primo approvvigionamento di prodotti e donato un furgone climatizzato a servizio dei quattro “Empori”, oltre e con il reperimento a costo zero delle attrezzature necessarie all’esercizio (scaffali, celle e banchi frigo). Un sentito ringraziamento va anche al comitato organizzatore di “No(t)te di Musica” (l’evento che lo scorso 4 giugno ha visto la sua 5a edizione a Ponte san Giovanni), che ha destinato il ricavato della serata per l’acquisto di un furgone per l’“Emporio Siloe”. L’organizzazione dell’’evento musicale, in vista dell’apertura dell’“Emporio”, ha reso omaggio a quest’opera di solidarietà facendo chiudere l’esibizione della “P-Funking Band” proprio all’ingresso di “Siloe” assiepato di gente».

AUTORE: Riccardo Liguori

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