Arriva la riforma della Regione

Abrogate le Comunità montane, nascono l’Agenzia per la forestazione e le Unioni speciali dei Comuni

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Sono arrivate le tanto attese riforme del sistema regionale. Per capire se saranno efficaci bisognerà aspettare un po’. Il Consiglio regionale le ha approvate con i 20 voti della maggioranza, contrari i rappresentanti dei gruppi di opposizione.
Il disegno di legge “Riforma del sistema amministrativo regionale e delle autonomie locali e istituzione dell’Agenzia forestale regionale” ridisegna l’assetto istituzionale regionale individuando misure, azioni e interventi per razionalizzare e semplificare il sistema amministrativo regionale e delle autonomie locali: le funzioni politico-amministrative sono trasferite agli enti locali territoriali, prevedendo e incentivando l’esercizio di funzioni associate (Unioni speciali dei Comuni); le funzioni di carattere tecnico, gestionale e operativo sono assegnate ad enti strumentali regionali.
Ci saranno quindi Unioni speciali dei Comuni per l’esercizio associato di attività, e l’Agenzia regionale per la forestazione che svolgerà le funzioni svolte in materia forestale dalle Comunità montane.
Il 31 dicembre si scioglieranno le Comunità montane, ed entro quella data la Giunta presenterà la proposta di legge di soppressione degli Ambiti territoriali integrati (Ati). Per i Consorzi di bonifica, infine, si indicano i principi che dovranno informare il disegno di legge di riordino di questi enti, che la Giunta regionale dovrà presentare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di riforma endoregionale.
Unioni speciali dei Comuni
Sono forme di cooperazione tra gli enti locali territoriali: esercitano in forma obbligatoriamente associata le funzioni in materia di politiche sociali; turismo, boschi e terreni sottoposti a vincolo idrogeologico; agricoltura; bonifica (nei territori in cui non operano i relativi consorzi). Svolgono inoltre compiti in materia ambientale (individuazione del soggetto gestore, pareri prima svolti dalle Comunità montane).
La dimensione territoriale sarà individuata su quella coincidente con una o più “Zone sociali” (sono attualmente 12). Le assemblee delle Unioni saranno formate dai sindaci o da loro delegati (consiglieri comunali o assessori) che non riceveranno per questo compito alcuna retribuzione (indennità o gettoni).
Per deliberare sugli atti di maggiore rilevanza dovranno prima sentire i singoli Consigli comunali, che avranno 30 giorni di tempo per esprimere i pareri. Le Unioni non potranno dotarsi di personale ulteriore, se non attraverso convenzioni con Comuni e Regione. Il limite demografico minimo per l’insieme dei Comuni che potranno associarsi è fissato in 5.000 abitanti; limite che scende a mille per i Comuni situati in aree montane o marginali.
Agenzia regionale per la forestazione
Svolgerà numerose funzioni in materia di gestione agroforestale, tutela del territorio e prevenzione incendi. Su convenzione o delega da parte di enti e soggetti terzi, l’Agenzia potrà svolgere compiti operativi di tutela idrogeologica, valorizzazione del patrimonio tartuficolo, sistemazione aree verdi, gestione del patrimonio montano e di bonifica. L’amministratore unico avrà la responsabilità civile, penale, amministrativa e contabile dell’operato dell’Agenzia, mentre la Giunta svolgerà funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo, trasmettendo annualmente al Consiglio regionale un rendiconto sulle attività dell’Agenzia, che potrà realizzare lavori con procedure di evidenza pubblica o in amministrazione diretta (in casi particolari) fino all’importo massimo di 200.000 euro. Le risorse a disposizione dell’Agenzia derivano da contributi ordinari regionali e statali; introiti gestionali; finanziamento di progetti con fondi regionali, statali e dell’Unione europea; incentivazioni statali o dell’Ue. Rispetto alle attività svolte dall’Agenzia, gli enti competenti per territorio sono le Unioni speciali dei Comuni. In mezzo alle riforme è arrivata, tra le polemiche interne al centrosinistra, la legge sull’abolizione del vitalizio per i consiglieri regionali, post-datata al 2015. L’Umbria è l’ottava Regione italiana ad abolire i vitalizi.

AUTORE: Emilio Querini

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