DIOCESI. Il sindaco Raffaelli accetta il confronto sulle “Comuni responsabilità” lanciato dal Vescovo

Il futuro si realizza insieme

L’invito del vescovo Vincenzo Paglia rivolto alle diverse componenti sociali e istituzionali per un confronto aperto sulle “Comuni responsabilità per il futuro della città”, in programma per il 14 giugno a palazzo Gazzoli, è stato accolto con interesse da molti esponenti del mondo civile, sociale e culturale della città.
Anche il sindaco Paolo Raffaelli in una “lettera aperta” al Vescovo evidenzia come “la giornata del 14 giugno potrà essere il momento sia per un opportuno aggiornamento dell’agenda di città, per quanto di competenza di ciascuno, sia anche di verifica delle tante buone pratiche che hanno visto il protagonismo coeso di soggetti diversi, istituzionali, culturali, associativi, religiosi, in questi anni”. 
Un convegno che per la diocesi è tappa di un percorso di discernimento avviato da qualche tempo, proprio perché chiesa e città, pur distinte, non vivono nella separazione. Ogni interrogarsi della Chiesa è anche un interrogarsi della città; ogni contraddizione della città è anche una sfida per la Chiesa locale. È questo il nucleo forte del cammino che il Convegno intende celebrare. È questo il contenuto principale con il quale la Chiesa annuncia alla città questa suo progetto. È la diocesi che, in questa particolare occasione, si fa promotrice di opportunità di incontro e confronto, di condivisione di un progetto ampio per lo sviluppo di una città che sappia affrontare consapevolmente i problemi e disagi, che sappia guardare con ottica diversa al proprio futuro. Un percorso condiviso che il vescovo Paglia più volte, nelle sue omelie per la festa del patrono san Valentino, ha esortato a intraprendere, anche in momenti carichi di tensioni sociali; intraprendere quella “via dell’amore” che porta a servire il bene comune della città.
Come ricordato nella celebrazione della festa del patrono del 2008: “Il nostro futuro è in mano alla scuola, alle imprese, all’università, alla ricerca scientifica, alle associazioni, alle famiglie, ai gruppi professionali, alle comunità cristiane e anche, ovviamente, alle sue istituzioni politiche – ha detto il Vescovo. - Ma tutte queste realtà debbono fare i conti con il bene comune; non debbono accontentarsi della semplice distribuzione di quanto c’è, ma cooperare alla produzione di nuove risorse economiche, sociali, culturali, spirituali da mettere a disposizione di tutti”. Un progetto futuro per Terni che abbia alla base l’integrazione e l’assimilazione, non la divisione e la difesa d’interessi particolaristici.

Elisabetta Lomoro 

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ULTIMO AGGIORNAMENTO 23/5/2008