Assemblea diocesana tifernate, l’intervento del prof. Alici

DIOCESI. L’intervento del prof. Luigi Alici all’Assemblea ecclesiale

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Primo giorno di assemblea, numerosi i partecipanti
Primo giorno di assemblea, numerosi i partecipanti

La diocesi tifernate si è riunita per la consueta Assemblea annuale il 9 e 10 settembre presso la chiesa di Santa Veronica a La Tina. L’argomento proposto quest’anno, “Il Vangelo, sorgente di umanità nuova”, si ricollega ai due appuntamenti che coinvolgeranno la Chiesa nei prossimi mesi, ovvero il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze nel novembre 2015 sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” e il Sinodo dei vescovi, il prossimo ottobre, sulle sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione.

La prima serata dell’assemblea (della seconda daremo conto nel prossimo numero) ha visto ospite il prof. Luigi Alici, filosofo e ordinario di Filosofia morale dell’Università di Macerata, studioso dell’opera di sant’Agostino d’Ippona e già presidente di Azione cattolica. Alici, dopo il saluto del vescovo Cancian, è intervenuto sul tema del rapporto tra “umano e dis-umano: le frontiere della vita e la gioia del Vangelo”.

L’uomo di oggi – ha detto -, particolarmente sollecitato dai mass media, si trova nell’incapacità di testimoniare una convinzione sensata sui fondamentali dell’umano, scendendo anche in grandi contraddizioni; incapace di un percorso coerente nel dare una risposta di senso sul valore della vita. Disorientato dalla grande quantità di informazioni, il pensiero umano manca di quel collante che lega il tutto per fornite una visione d’insieme. Così, convertito al cinico nichilismo occidentale, l’uomo non sa rispondere ai grandi interrogativi e non può fare i conti con l’umanesimo.

A questo punto, afferma Alici, il cristiano deve assumere un atteggiamento profetico, forte di quella speranza che rivela il senso nascosto della storia. Questa è la “scelta di campo” del cristiano che vuole testimoniare: deve mettersi in ascolto e discernere nell’uomo la linea che separa il limite, in cui si riconosce la misura umana, dalla ferita, scandalo del disumano e indecenza del male. Il cammino da intraprendere è un’opera di riqualificazione, di promozione dell’uomo senza deliri di onnipotenza; mettersi in gioco raccogliendo la sfida. Questa è la pre-condizione per parlare di umanesimo in un mondo in cui l’etico è spesso soppiantato da tecnico ed etnico; tale urgenza non può essere ignorata dal singolo e dalla comunità, che devono impegnarsi nel riscoprire il vero significato della vita umana, perché nessun umanesimo può nascere sulle ceneri dell’Umano.

Il prof. Alici ha concluso il suo intervento con una riflessione di don Tonino Bello che esortava il cristiano a essere il samaritano “dell’ora giusta”, che si ferma a soccorrere, e “dell’ora dopo” perché non abbandona; ma anche e soprattutto il samaritano “dell’ora prima”, che previene e che costruisce la strada sicura.

AUTORE: Sabina Ronconi

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