Assisi. La prima preghiera ecumenica per il creato e il pellegrinaggio verso Gubbio

Tempo di lettura: 204 secondi

Prendersi cura della Terra durante il “Tempo del creato” è stato l’appello rilanciato da alti rappresentati delle tradizioni cristiane ai fedeli cristiani – circa un terzo della popolazione mondiale! – durante la prima Preghiera ecumenica per il creato tenutasi ad Assisi in vista della Cop24, la Conferenza internazionale sul clima che si terrà in Polonia il prossimo ottobre.

Densi di significato i luoghi scelti per ospitare le quattro “tappe” della preghiera. Iniziata il 31 agosto presso il santuario della Spogliazione per incoraggiare una riflessione sull’urgente necessità di una conversione ecologica, è proseguita con la veglia davanti al Crocifisso di San Damiano, focalizzata sul mandato di Gesù a san Francesco: “Va’ e ripara la mia casa”, che impegna anche noi oggi come custodi della creazione.

Il 1° settembre, in occasione della quarta Giornata mondiale di preghiera per il creato, il sagrato della basilica superiore di San Francesco ha accolto i leader presenti che hanno lanciato, con la Dichiarazione congiunta, il loro appello per la giustizia climatica e per una nuova solidarietà globale con i più colpiti, invitando ad agire a livello internazionale attraverso “provvedimenti coraggiosi ai prossimi negoziati Onu sul clima”. Dal sagrato è poi partito il pellegrinaggio Assisi-Gubbio sul Sentiero di Francesco, con cui ci si è uniti simbolicamente al cammino verso la Cop24. Era il primo incontro di questo tipo organizzato dal Direttivo ecumenico del Tempo del creato (per questo, prima Preghiera) composto da Movimento cattolico mondiale per il clima, Consiglio ecumenico delle Chiese, Rete per l’ambiente della Comunione anglicana, Federazione luterana mondiale, A Rocha, Christian Aid, Lausanne/ World Evangelical Alliance Creation Care Network, Act Alliance e World Communion for Reformed Churches.

L’evento è stato realizzato in collaborazione con le diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Gubbio, il Sacro Convento e l’Istituto Serafico di Assisi. Hanno partecipato ai diversi momenti l’archimandrita Athenagoras Fasiolo, rappresentante del Patriarcato di Costantinopoli, il card. Angelo Bagnasco, presidente del Ccee, mons. Bruno-Marie Duffeé, segretario del Dicastero vaticano per il servizio dello sviluppo umano integrale, il vescovo di Assisi mons. Domenico Sorrentino, e il sindaco di Assisi, Stefania Proietti.

Nei loro interventi, i leader religiosi hanno richiamato all’impegno nel servire personalmente e come comunità cristiane i fratelli, in particolare gli “ultimi”, spesso resi tali proprio dalle conseguenze dei cambiamenti climatici nelle proprie terre. Un impegno sostenuto dalla speranza nel bene che già c’è negli sforzi di tanti cristiani per rispondere alla chiamata ad essere custodi della creazione, e nei tentativi di cambiare la “narrativa” di un mondo frammentato e polarizzato; e dall’unità che possiamo già vivere come comunità cristiane lavorando insieme per rispondere all’urgenza della crisi ambientale.

Marina Zola
Ufficio per l’ecumenismo della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino

In cammino sulle orme di Francesco

Nel “chiostro della pace” del convento di San Francesco, a conclusione della decima edizione del pellegrinaggio a piedi Assisi-Gubbio, il vescovo Luciano Paolucci Bedini ha consegnato al suo predecessore, il vescovo emerito Mario Ceccobelli, il premio “Lupo di Gubbio per la riconciliazione”: un piatto in ceramica dell’artista Giampietro Rampini. Non tanto un passaggio di consegne, ma un riconoscimento dovuto a Ceccobelli, il cui operato è stato sempre improntato a ricercare il bene comune e soprattutto quanto unisce persone e popoli. È stata la degna conclusione di una manifestazione che ancora una volta ha registrato un bel successo, con oltre 300 partecipanti complessivi. Il vescovo Luciano ha guidato il pellegrinaggio per la prima volta, un cammino tra l’altro che il Vescovo ben conosce, soprattutto per i valori che riepiloga; non a caso lo ha scelto per arrivare nella diocesi affidata alle sue cure a ridosso della consacrazione e ingresso (3 dicembre 2017). Nella conclusione di questa decima edizione sono stati coinvolti luoghi-simbolo della vicenda umana e spirituale del francescanesimo: la chiesa della Vittorina, messa a disposizione di Francesco dal vescovo Vilano nel 1213, la chiesa di San Francesco della Pace, la chiesa di San Francesco in piazza 40 Martiri. Alla Vittorina, sede del primo cenobio dei frati, legata all’ammansimento del lupo e all’assistenza ai lebbrosi nel vicino lazzaretto, c’è stato il saluto del custode, padre Francesco Ferrari .

Giampiero Bedini

LASCIA UN COMMENTO