Bettona, una famiglia di famiglie

Intervista al parroco padre Diodato, arrivato circa un anno fa

Tempo di lettura: 118 secondi

Padre Diodato dietro mons. Sorrentino, e le suore
Padre Diodato dietro mons. Sorrentino, e le suore

Dal 1° settembre 2013 il padre francescano Diodato M. Fasano (nato il 7 dicembre 1951 ad Atripalda in provincia di Avellino) ha preso possesso delle due parrocchie di S. Maria Assunta di Bettona e della Madonna del Ponte di Passaggio di Bettona. È giunto pertanto il tempo di un primo bilancio.

Padre Diodato si è licenziato in Teologia con specializzazione in Francescanesimo antico e contemporaneo presso la pontificia facoltà teologica S. Bonaventura – Seraphicum di Roma. Già docente di Dottrina sociale della Chiesa, organizzatore, relatore, animatore, è giornalista pubblicista. Accogliente e cordiale, accetta il colloquio, presente suor Maria Chiara Ventura, “madre e serva” dell’istituto religioso delle Sorelle Povere del Cuore Immacolato di Maria – “Vergine fatta Chiesa”, fondato dallo stesso parroco: una realtà che si va sempre più affermando come prezioso fattore per la vita dell’intera comunità.

 

Comporta disagio gestire due parrocchie?

“Assolutamente no: il discorso delle Unità pastorali che il vescovo Sorrentino sta portando avanti costituisce una grande risorsa nella prospettiva della parrocchia intesa come famiglia di famiglie”.

Sono coinvolti i laici?

“Pienamente, secondo lo spirito del Concilio Vaticano II, che offre una ecclesiologia di comunione e di complementarietà. La frequenza alle celebrazioni liturgiche sarà ottima quando ognuno riscoprirà la bellezza dell’essere cristiano”.

I giovani rispondono alle aspettative?

“Anche loro, ‘primavera della Chiesa’, risentono di una crisi di fede, in verità della crisi di fede della propria famiglia. Con Papa Francesco e il nostro Vescovo, ci stiamo ponendo in una prospettiva di ‘Chiesa in uscita’, protesa ad accogliere le istanze e le attese più profonde del mondo giovanile. Nelle mie due parrocchie, i giovani sono presenti e partecipano a iniziative di fede, come pure di carattere culturale e ricreativo”.

Quale tipo di azione svolgono le Sorelle Povere del Cuore Immacolato che risiedono a Bettona?

“Un’attività dinamica. È sotto gli occhi di tutti il loro grande impegno e la loro ardente dedizione a servizio delle due parrocchie verso bambini, giovani, adulti, anziani, ammalati e famiglie”.

Con altre parrocchie vengono tenuti particolari legami?

“Va precisato che le parrocchie non sono compartimenti stagni. Ogni parrocchia è in comunione vitale con tutte le altre. Poiché crediamo fortemente alla visione di Chiesa come famiglia di famiglie, stiamo costruendo la nostra parrocchia secondo il criterio evangelico delle prime comunità cristiane, che erano un cuor solo e un’anima sola”.

AUTORE: Francesco Frascarelli

LASCIA UN COMMENTO