Cambia il mondo del lavoro. Cambia anche il sindacato?

Tempo di lettura: 98 secondi

Il posto fisso non c’è più, il lavoro manca ed è sempre più precario, tante aziende “delocalizzano” le loro attività in Paesi dove ci sono meno diritti e stipendi più bassi, e decine di migliaia di giovani ogni anno lasciano l’Italia per cercare fortuna altrove, mentre più di due milioni di loro coetanei non studiano, non lavorano e hanno anche rinunciato alla ricerca di un posto di lavoro.

La Voce ha intervistato su questi problemi i segretari regionali dei due sindacati confederali più importanti, Vincenzo Sgalla, della Cgil, e Ulderico Sbarra, appena confermato alla guida della Cisl umbra.

In questa che Sgalla nell’intervista definisce “quarta rivoluzione industriale”, il sindacato si sta prendendo carico concretamente dei tanti giovani precari e disoccupati, o il suo impegno è rivolto principalmente alla tutela dei lavoratori “garantiti” che sono la maggioranza degli iscritti? “L’arroccarsi nelle cose sicure, vecchie e conosciute ha riguardato anche il sindacato” ha osservato Sbarra.

In questa situazione “ognuno è portato ad anteporre i suoi interessi a quelli della collettività – ha risposto il segretario della Cgil. – Il nostro compito è quello di tentare di mantenere una visione generale”. Anche per il segretario della Cisl “dobbiamo provare a trovare convergenze e interessi comuni”.

Dalle due interviste emergono lo sforzo dei due importanti sindacati e le loro grandi difficoltà nel mettere insieme questi “interessi comuni”, tra i “garantiti” e gli “altri”, disposti anche a rinunciare a qualche tutela e diritto in quella che Sgalla definisce “competizione al ribasso”. Per affermare la “eguale dignità delle persone” della quale aveva parlato anche nell’ottobre scorso il nuovo presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, a una riunione dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti. Perché, aveva detto, “il lavoro è a servizio dell’uomo, e non è vero che l’uomo è a servizio del lavoro”.

 

(Le due interviste si possono leggere nel numero de La Voce di venerdì 2 giugno, o accedendo alla versione on line del giornale: le domande, le risposte di Sbarra, le risposte di Sgalla)

LASCIA UN COMMENTO