Caso Goracci: il Consiglio regionale si spacca

All’ordine del giorno c’era il Dap, ma il centrodestra lascia l’aula

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L’effetto Goracci scombussola il Consiglio regionale: il centrodestra non ha partecipato al voto per il rinnovo dell’ufficio di presidenza di palazzo Cesaroni, ma neanche l’Idv, che fa parte della maggioranza: che dunque pare spaccarsi. Alla fine hanno votato 17 consiglieri (non hanno votato Brutti e Dottorini dell’Idv): sono stati eletti vice presidenti Damiano Stufara con 11 voti (sarà vice presidente vicario) e Roberto Carpinelli con 6. Eletti come consiglieri segretari Lamberto Bottini (Pd) e Fausto Galanello (Pd) rispettivamente con 6 e 11 voti. Bottini (Pd) aveva chiesto al centrodestra “senso di responsabilità, che precede ogni presa di posizione, perché devono essere approvati atti importanti come il Dap (Documento annuale di programmazione): non vi chiediamo di venire a Canossa, ma di scendere dall’Aventino, troverete un centrosinistra disponibile. Ci attendiamo dall’Idv un atteggiamento differente per evitare fatti politici che potrebbero farci trarre presto conseguenze”. La scelta del centrodestra di uscire dall’aula era stata annunciata da Fiammetta Modena, per conto di Pdl, Lega e Fare Italia. “Se la maggioranza procederà comunque – ha precisato la Modena, che aveva chiesto la sospensione della seduta – i consiglieri di opposizione si dimetteranno da tutti gli organismi consiliari”. Non ha partecipato al voto neanche l’Udc. La riunione dell’assemblea – all’esame ci doveva essere il Dap – è stata dominata dall’inchiesta della procura perugina che ha provocato l’arresto dell’ex sindaco di Gubbio, Orfeo Goracci, finora vice presidente del Consiglio regionale. La presidente della Regione, Catiuscia Marini ha osservato come “la discussione franca ed accesa serva. Non appartengo alla cultura di quelli che pensano che la magistratura svolga funzione politica, ho sempre pensato che la forza di un Paese democratico stia nel bilanciamento dei poteri. Raccolgo la sfida del cambiamento vero, anche perché siamo chiamati ad affrontare una fase straordinaria che sta cambiando il volto di questo Paese. Anche a me colpisce politicamente e simbolicamente che nella massima assemblea siano entrati magistrati e carabinieri, quasi a richiamare all’attenzione tutto il palazzo”. Damiano Stufara (Prc-Fds) ha sottolineato che “stiamo affrontando un tornante difficile: da come lo affronteremo, dipenderanno molte delle future dinamiche. Noi in questa vicenda siamo parte lesa”. Il capogruppo del Pdl, Raffaele Nevi, ha osservato che “nella maggioranza c’è imbarazzo e lo capiamo. Il caso Goracci non è un fulmine a ciel sereno, ma un esempio di come tutti i partiti della maggioranza gestiscono la cosa pubblica”. Lamberto Bottini (Pd) ha affermato: “Mi auguro che il Consiglio superi questo stretto passaggio. Dobbiamo ricostruire un rapporto con i cittadini e rimettere in discussione le aree del consenso: questa è la sfida del futuro. Raccolgo la sfida di un dibattito serio sul futuro dell’Umbria, ma non bisogna fare inciuci. Mi preoccupa l’esigenza di rilanciare la politica e la sua credibilità per ridare senso alla rappresentanza molto scossa”.

AUTORE: Emilio Querini

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