Cassaintegrazione umbra alle stelle

In base ai dati Istat, il fenomeno nella nostra regione ha un’incidenza del 5,3% contro il 3,2% a livello nazionale. Le cifre in dettaglio

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Disoccupati e cassintegrati in protesta contro la crisi economica e del mondo del lavoro

In Umbria c’è un gran numero di cassaintegrati. Le statistiche elaborate dall’Osservatorio regionale sul lavoro non lasciano dubbi: a giugno le ore totali di cassaintegrazione sfioravano i 2 milioni e mezzo. Rispetto al 2011 sono così ripartite: cassa integrazione in deroga (Cigd) +160,6%, cassa integrazione ordinaria (Cigo) +354%, cassa integrazione straordinaria (Cigs) +21,3%. L’incidenza della cassa integrazione in Umbria (5,3%), stimata in base ai dati Istat, supera nettamente quella rilevata per l’intero Paese (3,2%). Ma cosa indicano questi ammortizzatori sociali? Perché ci sono diversi tipi di cassa integrazione? Concettualmente tutti e tre esprimono la stessa cosa: se un’azienda va in crisi per vari motivi, i dipendenti vengono allontanati dal loro posto di lavoro e messi a libro paga dello Stato. Questo può avvenire in modo parziale (per qualche ora alla settimana), o in modo totale, in attesa che le condizioni di mercato diano alle imprese la possibilità di “ripartire”. La ripartizione della cassa integrazione in tre diverse tipologie serve per distinguere il tipo di impresa. Quella ordinaria (Cigo) è un ammortizzatore che opera in caso di riduzione o sospensione dell’attività produttiva, e dipende da situazioni aziendali dovute a delle crisi di mercato. La cassa integrazione straordinaria (Cigs) invece, viene richiesta per fronteggiare gravi situazioni di esubero di personale, ed interviene in caso di ristrutturazione della forza lavoro, riorganizzazioni o riconversioni aziendali, crisi aziendali e procedure concorsuali. Si parla invece di cassa integrazione in deroga (Cigd) quando le imprese sono artigiane, industriali con meno di 15 dipendenti, del commercio con meno di 50, che hanno esaurito la Cigo o Cigs, o che hanno personale con contratti di lavoro che non prevedano la Cigo o la Cigs (apprendisti, somministrati, ecc).

In Umbria le richieste di cassa integrazione abbracciano in modo trasversale quasi tutti i settori produttivi, in modo particolare l’industria meccanica e quella metallurgica; rilevante anche quella registrata nel commercio al dettaglio e, in minor misura, in quello all’ingrosso. Sempre su base regionale, rispetto al 2011, le figure professionali più cassaintegrate sono gli operai (+30,7%) e gli impiegati (+49,3%). La crescita della domanda complessiva per i tre ammortizzatori rispetto al 2011 è più marcata nella provincia di Perugia (+39,6%) che in quella di Terni (11,6%). Ciò è determinato in prevalenza dall’andamento della Cigd, aumentata del 56,2% a Perugia e del 6% a Terni; e soprattutto dall’andamento della Cigo, aumentata in maniera molto più marcata a Perugia (+108,5% a fronte del +21,8% di Terni). Al contrario, a Terni è presente una forte crescita della domanda di Cigs (+34,9%) che risulta invece stabile a Perugia (+1%). I dati emersi da queste analisi (per ogni altro approfondimento è possibile consultare il sito internet www.formazionelavoro. regione.umbria.it), indicano una progressione verso l’alto che continua da oltre un anno. Va da sé pertanto che ogni tipo di previsione sull’uscita dalla crisi, tanto più sulla possibilità di essere già in una fase di ripresa, mal si concilia con i dati reali.

AUTORE: Andrea Coli

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