Cattolici veltroniani

IL PUNTO

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Nella formazione del Partito democratico voluto dal cattolico Prodi, che ha inteso laicizzare la politica spogliandola da ideologie e sacralizzazioni chiesastiche (le famose due Chiese, quella democristiana e quella comunista), si è arrivati attraverso varie transazioni all’attuale situazione post-primarie. Sono stati fatti molti commenti, anche sul nostro giornale, che vanno dall’entusiasmo alla denigrazione. Anche chi vi sta dentro è riuscito a dire (Parisi): ‘Abbiamo votato sapendo per chi, ma non sapendo per cosa’. Vista la storia dal punto di vista del movimento sociale dei cattolici, che ha origine da Leone XIII (+ 1903), l’esito proposto al Partito popolare, sorto dalle ceneri della Democrazia cristiana, di confluire nella Margherita e poi ancora di immergersi nella acque profonde del Pd può suscitare varie riflessioni. La prima è evangelica: chi vuol salvare la propria vita, la perda. Un’altra massima evangelica dice di amare i propri nemici, e se qualcuno chiede la tunica, dare anche il mantello. Molti cattolici che hanno votato Veltroni senza alcuna esitazione hanno consegnato il 74 per cento della loro storia in mano altrui. Mentre quelli che non hanno nulla di cui pentirsi e di cui vergognarsi, gli ex comunisti, diessini, ulivisti che sono passati attraverso molte acque senza lavare in alcun modo il guardaroba ereditato, sono rimasti compatti attorno ai loro capi nazionali e locali. Un cattolico convinto, entusiasta del e nel Pd pensa esattamente il contrario di quanto scritto finora. Secondo lui, i cattolici nel Pd sono la maggioranza, se non di persone, di idee, perché coloro che vengono dalla storia del socialismo comunque declinato non hanno nulla da dire nel panorama attuale della società gobale, se non rivendicazioni generiche di giustizia sociale, mentre i cattolici si portano dentro una dottrina sociale ancora tutta spendibile e attuale, che non ha perduto in concretezza ed efficacia e alla quale si deve ricorrere per superare le difficoltà di ordine economico e sociale. La storia dirà. Intanto sono sul tappeto questioni delicate di ordine etico che attengono la famiglia, la sessualità, la bioingegneria ed anche l’atteggiamento nei confronti della Chiesa; sulle quali, conoscendo da vicino alcuni personaggi passati nel Pd, non possono non suscitare qualche perplessità di scelta politica e legislativa. Per i cattolici, quindi, si presenterà nella vita del nuovo partito un compito di spinta unitaria, leale e insieme libera da compromessi, per un’azione di promozione umana secondo i principi dell’umanesimo cristiano di cui è profonda traccia anche nella Costituzione italiana.

AUTORE: E.B.

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