Ciò che i cattolici chiedono alla politica

Acli. All’Incontro nazionale, i dati di un’indagine Ipsos su cattolici e politica in Italia

Tempo di lettura: 260 secondi

Andrea Olivero durante un convegno delle Acli tenuto lo scorso maggio

“Senza segnali visibili e credibili di cambiamento, qualsiasi alleanza o proposta politica alle prossime elezioni si rivelerà inutile e velleitaria, allontanando i cittadini dal voto. Non serve un partito cattolico, ma un salto di qualità nella presenza dei cattolici in politica, a cui i cittadini chiedono più onestà e più attenzione a lavoro, famiglia e poveri”. Il presidente delle Acli Andrea Olivero commenta così i dati dell’indagine “I cattolici nella politica italiana: valori, valutazioni e attese”, realizzata da Ipsos per conto delle Acli in vista del loro 45° Incontro nazionale di studi (vedi sotto).

Le richieste dell’elettorato

Dall’indagine emerge che la lotta agli sprechi e alla corruzione “è al primo posto nell’agenda elettorale degli italiani, cattolici compresi, insieme alle preoccupazioni per il rafforzamento dell’economia e la difesa del potere d’acquisto dei salari e degli stipendi”. Dai politici cattolici, gli italiani si aspetterebbero “più attenzione alle condizioni di lavoratori, famiglie e poveri (47%)” e “più onestà e rigore morale rispetto agli altri politici (36%)”. Analoghe richieste provengono dagli elettori cattolici praticanti. I temi etici e ambientalisti sembrano avere meno importanza.

Movimento, non partito

“Non è necessario che i cattolici abbiano una forza politica che li rappresenti. Questa esigenza è minoritaria tra gli italiani – rivela ancora l’Ipsos – e tra gli stessi cattolici assidui”. Forte invece la richiesta che i cattolici si organizzino “come movimento per far sentire meglio la propria voce”, e soprattutto che si impegnino nei partiti attuali in maniera più visibile. “La richiesta evidente – ribadisce Olivero – è di un salto di qualità nella rappresentanza politica dei cattolici. Che vuol dire politici cattolici più impegnati, più visibili, più coerenti nello stile di vita, più attenti alle aspettative degli elettori”.

Preferenze… e astensionismo

Nelle intenzioni di voto dei cattolici, l’Ipsos segnala la progressiva perdita di consenso del centrodestra (Pdl+Lega): dal 45% del 2006 all’attuale 31%. Tiene il centro-sinistra (nella formula di Vasto: Pd+Idv+Sel): 34%. In crescita il centro (Udc+Fli+altri) al 16%. Colpisce il 14% di consensi cattolici al movimento 5 Stelle, il che fa dire a Olivero: “Nel nostro mondo sembra esserci spazio e voglia per una sorta di grillismo ‘bianco’, un grillismo cattolico”. Molto elevato il livello di incertezza e astensionismo (43%); scarsa la propensione dei cattolici all’impegno diretto (15% contro il 30% del campione).

Per il presidente delle Acli, “questo è un segnale particolarmente preoccupante. Astensionismo e distacco dalla partecipazione politica sembrano più marcati tra i cattolici. Ciò conferma l’urgenza dell’appello del Papa a far crescere una nuova generazione di cattolici impegnati in politica, ma ci dice anche che il lavoro da fare – per un’associazione come la nostra, ad esempio – è enorme. Non ci sono ‘schiere’ di cattolici pronti a impegnarsi in modo nuovo in politica, non dobbiamo illuderci. La disillusione ha inciso profondamente nel nostro mondo. C’è da rilanciare entusiasmo e da ricostruire un nuovo alfabeto comune, recuperando il meglio della nostra tradizione”. Questo, aggiunge, “è in fondo il senso del nostro Incontro nazionale di studi. Preparare un nuovo protagonismo dei cattolici orientato al bene comune”.

Il 45° Incontro nazionale Acli

I momenti e i temi dell’evento in corso a Orvieto

“Cattolici per il bene comune. Dall’irrilevanza al nuovo protagonismo” è il tema del 45° Incontro nazionale delle Acli che quest’anno ha per sede Orvieto, nei giorni 14-15 settembre al palazzo del Capitano del popolo. L’ultima volta che l’Incontro nazionale si era tenuto nella città della Rupe era cinque anni fa, nel 2007. “Fedeli al futuro e alla loro tradizione – scrivono gli organizzatori – le Acli si propongono anche oggi, in un’ora così difficile per il nostro Paese e per l’Europa, di interrogarsi sulle scelte coraggiose e responsabili da compiere perché i cattolici escano dal cono d’ombra in cui sono relegati e tornino a esercitare in Italia un nuovo protagonismo. Per ridare linfa, significato e ‘visione’ alla politica, per ricercare nuovi percorsi sulle sfide cruciali del lavoro, del welfare e della democrazia in Italia e in Europa”. Un percorso al quale “vogliamo contribuire – sottolinea da parte sua Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli – con uno spirito di servizio e senza arroganza; convinti che la nostra cultura di appartenenza, quella del cattolicesimo democratico e sociale, con la sua lunga storia e tradizione laica nel nostro Paese, possa ancora essere determinante nell’individuare la strategia per uscire da questa crisi”. L’evento si è aperto questa mattina con i saluti ufficiali – tra cui quelli del vescovo Tuzia e della governatrice Marini – e due conferenze, su “Le radici del cattolicesimo democratico e sociale” e “Stare nella città da cattolici”. Nel pomeriggio, quattro laboratori su Lavoro, Welfare, Cittadinanza e istituzioni, Generatività. Alle ore 18, lectio divina in duomo. Domani, 15 settembre, si comincia alle 9 con la preghiera guidata da mons. Elio Dalla Zuanna, incaricato nazionale per la formazione spirituale degli aclisti. Alle 9.30 Mauro Magatti, preside della facoltà di Sociologia allla Cattolica di Milano, tratterà il tema “Dalla società del rischio alla società della crisi”. Alle ore 10.15 “Le proposte delle Acli per il bene comune” con interventi di Andrea Olivero, del leader nazionale del Pd Pier Luigi Bersani e dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Si possono seguire i lavori in diretta sul sito www.acli.it.

LASCIA UN COMMENTO