L’ultima creazione “capricciosa” di Sulpizi

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Con oltre 200 composizioni realizzate, (sta lavorando alla 201esima) superati gli ottant’anni di età, padre Fernando Sulpizi non ha ancora perso “l’incontenibile desiderio di continuare a produrre musica”. “Mi sento ancora ‘un fanciullino’” ama ripetere. “Se non scrivo divento nervoso, ne ho bisogno per tenere attivo il cervello. Quando scrivo mi diverto”. Agostiniano, parroco da anni di Sant’Agostino, chiesa non lontana dal centro storico di Perugia, da quando il numero dei residenti e dei parrocchiani è calato ha molto più tempo da dedicare alla sua passione di sempre, il comporre: “a volte scrivo fino a notte fonda perché c’è più silenzio, lontano dalle incombenze giornaliere e allora mi metto al computer e provo. Con il computer riesco a riprodurre tutti i suoni come se lavorassi con gli strumenti veri”. La sua produzione spazia dall’opera alla sinfonica, dalla cameristica all’oratoriale.

Venerdì 31 agosto sera, nell’ambito della 2a edizione del Festival dello spirito, a cura della scuola di musica “La Maggiore” di Perugia, presso il chiostro di Sant’Anna a Perugia, il maestro ha presentato la sua ultima creazione “Capricciose invenzioni per il violino di Lorenzo Lucca”. L’iniziativa era in collaborazione con Hyperprism edizioni musicali, la casa editrice fondata da padre Sulpizi diversi anni fa. L’opera è stata ispirata dalle riflessioni musicali che il padre agostiniano ha ricavato dalla lettura dei “Capricciosi et piacevoli ragionamenti”, raccolta di riflessioni di Pietro Aretino. Ad introdurre la serata c’era il maestro Stefano Ragni, al pianoforte Michele Rossetti, al violino Lorenzo Lucca, ambedue esperti musicisti che hanno saputo ottimamente interpretare i diversi brani. Tre composizioni, per violino e pianoforte, per violino solo di nuovo per violino e pianoforte che fanno parte di un’opera più vasta, un Concerto per violino e orchestra richiesto come pezzo d’obbligo al Concorso “Rodolfo Lipizer” di Gorizia. Il pubblico ha apprezzato molto.

“Si tratta di componimenti destinati a dimostrare il virtuosismo del violino” ha spiegato Sulpizi e il concerto al chiostro Sant’Anna lo ha ampiamente dimostrato, tramite le capacità esecutive di Lorenzo Lucca, strumentista perugino vincitore del premio “L.Roscini”.

La serata ha visto l’esecuzione di altri due brani, L’araldo e Lo Sciamano tratti dal cd “Il mito del cerchio” derivati da una collaborazione con l’artista Armando Marrocco.

Che dire ancora di padre Sulpizi? A tracciarne un breve profilo, a tratti scherzoso, è stato il maestro Ragni, docente al Conservatorio “Morlacchi” di Perugia. Di padre Sulpizi ha voluto ricordare il grande numero di opere realizzate, oltreché la volontà ancora forte di comporre.

Tra tutte le opere Ragni si è soffermato sulla più corposa, appena conclusa, composta a commento dei testi delle XIII Confessioni di Sant’Agostino: 40 componimenti, 14 le ensamble coinvolte, 20 ore di registrazione. Ogni libro viene concluso da un coro di voci femminili. Un’opera monumentale che è un itinerario di fede e di vita. A settembre dovrebbe partire la pubblicazione dei primi cd – ha detto Sulpizi.

Manuela Acito

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