Danimarca, dove la Pasqua per molti è solo una festa laica. Ma non per tutti

La Pasqua dal Nord al Sud del mondo . Come si vive la Pasqua nelle aree più diverse? Lo abbiamo chiesto a sacerdoti umbri che si trovano in missione in terre lontane

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copenhagenLe festività pasquali in Danimarca, e in generale anche nel resto della Scandinavia, sono considerate comunemente solo come un breve periodo libero dal lavoro e dalla scuola o, eventualmente, per passare qualche giorno in Paesi più caldi. È considerato ‘tempo di Pasqua’ il periodo che va dalla domenica delle Palme fino al lunedì di Pasqua compreso (chiamato andendag påsk , secondo giorno di Pasqua). La rilevanza religiosa di questa festività è scarsa. Non sono certo molti quelli che vanno in chiesa!

Le famiglie si incontrano, mangiano insieme, stanno insieme, cosa non molto comune nei Paesi nordici. Il pranzo pasquale viene accompagnato da una speciale “birra di Pasqua” (siamo in un Paese specialista per la birra). Ci sono anche altre usanze e tradizioni. Una è quella di andare alla ricerca delle uova nel giardino, dove il padre di famiglia le ha accuratamente nascoste.

Sono i bambini che ne vanno alla ricerca. Possono essere uova decorate oppure uova di cioccolato, che poi naturalmente i bambini mangiano. Nella vicina Svezia si racconta ai bambini che una lepre ha nascosto le uova nel giardino, e cosí si vanno a cercare sia la lepre che le uova. È anche la “festa delle streghe”, un po’ come la nostra Befana. Alcune bambine si vestono da streghe. C’è anche chi adorna cespugli e alberelli con piume variopinte… Un giovane comico svedese ha fatto recentemente una garbata satira contro queste tradizioni popolari che hanno sostituito il contenuto di quanto la fede cristiana cristiana ha trasmesso e che era divenuto cultura secolare della gente. Che dire riguardo a come si vive questo periodo dal punto di vista religioso? La settimana precedente la Pasqua qui viene chiamata “settimana silenziosa” (stille uge). “Neanche è chiamata santa”, mi son detto tante volte, peccato! Sì, è vero, ma… anche il richiamo al silenzio, alla riflessione è qualcosa. La gente normalmente non va in chiesa a Pasqua.

Quelli che vanno in chiesa una volta all’anno, ci vanno a Natale. Un piccolo segno visibile: a Copenaghen il Venerdì santo ha luogo la cosidetta Københavner Passionen che viene celebrata dalla Folkekirke (la Chiesa luterana danese). Si tratta di una sorta di Via crucis per alcune vie di una zona di Copenaghen. Dopo la processione i partecipanti consumano il pasto insieme.

Forse vi domanderete: ma la risurrezione di nostro Signore Gesù dove si annuncia, dove si celebra e dove si vede? È la domanda giusta, che ci riguarda un po’ tutti, dovunque. Cosa è successo della nostra Pasqua? Di quella che è la festa delle feste? Anzi, che è più che una festa, perché è una persona, è Gesù di Nazaret! “Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato” dice san Paolo. Ed è risorto!

Egli è la Risurrezione e la Vita! A Pasqua i nostri fratelli ebrei dicono: ognuno si consideri come se lui stesso fosse uscito oggi dalla schiavitù d’Egitto. E noi, in forza del nostro battesimo, possiamo dire: ognuno si consideri come uscito oggi con Cristo dal sepolcro. Qui la Chiesa cattolica è piccola, ma è una speranza e una luce. Anche qui facciamo la processione delle Palme (con rami d’olivo che alcuni miei fratelli, premurosamente, per il trentesimo anno consecutivo, mi hanno mandato da Perugia).

Anche qui il santo Triduo pasquale. Anche qui adorazione della santa Croce, ricordando che è la nostra gloria e la nostra salvezza, la chiave che ha riaperto il cielo. Anche qui Veglia pasquale l’intera notte per celebrare il più grande e decisivo evento della storia, il vero Big Bang , più grande del primo, perché, come dice un antico inno cristiano: “Cristo è risorto e voi, inferi, siete stati distrutti. Cristo è risorto e i demoni sono caduti. Cristo è risorto e gli angeli si rallegrano. Cristo è risorto e nessun morto resta nel sepolcro!”.

Gioisci e rallegrati, Maria! Alleluia! E rallegriamoci tutti! Buona Pasqua!

 

(Sacerdote “fidei donum” della diocesi di Perugia, don Alviero Buco è stato parroco in missione per 25 anni in Svezia. Dal 2011, dietro suggerimento dei responsabili del Cammino neocatecumenale, è stato richiesto dal vescovo di Danimarca mons. Kozon come rettore del Seminario diocesano missionario “Redemptoris Mater” di Copenaghen).

AUTORE: don Alviero Buco

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