Decenni di dialogo con il territorio

UMBERTIDE. Mons. Luigi Lupini torna in città per festeggiare i suoi 50 anni di sacerdozio

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Mons. Lupini
Mons. Luigi Lupini

Per festeggiare i 50 anni di sacerdozio mons. Luigi Lupini, dopo averlo fatto a Scheggia, è voluto tornare anche nella “sua” parrocchia di Cristo Risorto di Umbertide che si è stretta attorno a lui. “Dongi” è stato per trent’anni un punto di riferimento e una guida, uno che sapeva sempre consigliarti, starti vicino, ascoltarti. Questa una sintesi dei tanti anni passati alla Fratta.

Cosa ritiene di aver lasciato a Umbertide?

“Ho cercato sempre un dialogo con la gente, con tutte le realtà del territorio, ecclesiali e civili, di ascoltare la gente, di comprenderla, pronto a mettersi dalla loro parte per capire le esigenze e portare Gesù”.

Cosa le hanno lasciato nel cuore gli umbertidesi?

“Qui ci sono stato 30 anni e nove mesi (visto che ero arrivato il 22 gennaio 1984, per cui metà della mia vita). Le cose che mi lasciano sono tante. Ho vissuto qui momenti di festa, di dolore, di condivisione, di difficoltà, di rendermi conto di quella che è la realtà concreta di un territorio e di una città che è andata crescendo.

Quando sono arrivato nella parrocchia di Cristo Risorto c’erano appena 4.500 persone; ora siamo vicini a 8 mila. Sono cresciute tante case, fabbricati, appartamenti e gente che è venuta a insediarsi in zona. Non solo umbertidesi, ma anche tante persone venute dall’Africa (i primi sono stati marocchini) e abbiamo dovuto scoprire la necessità di fare accoglienza e trasmettere a questi fratelli che arrivavano una base di simpatia e accoglienza”.

Ciò per cui è ricordato è sicuramente la costruzione della nuova sede di Cristo Risorto…

“Un buon padre di famiglia si deve rendere conto che il suo nucleo non ha più spazi sufficienti; che la comunità cresce e ha nuove esigenze attorno. Così occorreva trovare nuove soluzioni. È stata una necessità chiedere al Vescovo (allora era mons. Bottaccioli) se questa operazione era possibile.

Così attorno ai primi anni ’90 cominciammo a contattare il Comune e cercammo una terra; darsi da fare con un architetto, seguire i lavori.. Io spero sempre di più che la chiesa materiale possa essere la base per la costruzione della vera Chiesa che è la comunità cristiana che si fa discepola del Signore. Il lavoro è stato lungo, condiviso, lungimirante. Oggi la nuova chiesa è e rappresenta il centro dell’ampliamento di Umbertide”.

Come sta operando a Scheggia?

“Sto cercando di portare la mia esperienza, mettendomi al servizio di questa realtà. Ho continuato il lavoro del parroco precedente e sto cercando di ascoltare la gente, mettendomi a nome del Signore al servizio di loro, a partire dagli ultimi, deboli e sofferenti”.

 

AUTORE: Fabrizio Ciocchetti

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