Due nuovi sacerdoti in quest’anno eucaristico

DIOCESI DI ORVIETO. Ordinazione presbiterale di don Emanuele e don Lorenzo. Le parole che il Vescovo ha rivolto loro durante l’omelia

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Un momento dell’ordinazione di Emanuele e Lorenzo (foto di  Giorgio Valdisserri)
Un momento dell’ordinazione di Emanuele e Lorenzo (foto di Giorgio Valdisserri)

Domenica 4 maggio, nella splendida basilica cattedrale di Orvieto, la comunità diocesana ha vissuto un evento di grazia e di gioia: l’ordinazione sacerdotale di don Emanuele Frenguelli, di Fratta Todina, e don Lorenzo Romagna, nato a Borgo Valsugana in Trentino.

Tanti gli amici e i fedeli intervenuti, i quali hanno accompagnato con l’affetto e la preghiera i due giovani, insieme ai loro familiari, ai formatori che li hanno seguiti nel cammino e ai sacerdoti e diaconi della diocesi che, stretti intorno al vescovo Benedetto Tuzia, hanno concelebrato la messa, animata nel canto dalle corali di Todi, Orvieto, Avigliano Umbro e Castel dell’Aquila.

Il coinvolgente rito della ordinazione ha avuto inizio con la presentazione dei candidati da parte di mons. Carlo Franzoni, rettore del Seminario regionale di Assisi. A seguire, l’interrogazione da parte del Vescovo, la promessa di obbedienza e l’omelia, nella quale mons. Tuzia ha subito ringraziato i due ordinandi per il coraggio dimostrato nel seguire Gesù, per non essersi tirati indietro dinanzi alle inevitabili difficoltà del cammino.

Si è poi rivolto loro con queste parole: “Diventate sacerdoti in un anno particolare, nell’anno in cui ricordiamo i 750 anni della istituzione della festa del Corpus Domini. Ogni anno che viviamo è un anno di grazia del Signore, non c’è un anno migliore di un altro… ma c’è un dono e un messaggio nel diventare sacerdoti in questo anno giubilare, dedicato alla contemplazione della bellezza dell’eucarestia”.

Il messaggio, l’invito è quello di scoprire la bellezza della vita del sacerdote e del suo servizio ministeriale nelle relazioni umane, nelle relazioni profonde e sincere con tutti, bambini, adolescenti, adulti, anziani, poveri, che nascono dagli incontri di ogni giorno. E alla base non può che esservi l’eucaristia, immenso dono d’amore, pane di misericordia, con cui il sacerdote ha una relazione speciale “che solo chi celebra – ha sottolineato il Vescovo – può sperimentare… Non succeda mai che gli impegni possano svilire l’intensità con cui celebriamo l’eucarestia. Vi domanderete: ‘Davvero ne sono capace? Ne sono degno?’. Andate avanti con fiducia – ha quindi incoraggiato Emanuele e Lorenzo –, non siete soli, c’è la nostra offerta e la nostra preghiera, come Presbiterio, e Maria e l’intera comunità dei Santi è con voi”.

Dopo l’omelia, la prostrazione a terra in segno di umiltà e di consegna totale della propria vita a Dio, al canto delle litanie dei santi. Il Vescovo ha poi imposto le mani, seguito da tutti i presbiteri concelebranti, e ha recitato la preghiera consacratoria. A seguire l’unzione crismale delle mani, la vestizione con gli abiti sacerdotali, l’ abbraccio fraterno e quindi la liturgia eucaristica nella quale i due sacerdoti novelli per la prima volta hanno consacrato il pane e il vino, Corpo e Sangue di Cristo Signore.

Al termine della liturgia, l’Inno del Giubileo eucaristico ha accompagnato processionalmente nella cappella di San Brizio i due giovani per la loro consacrazione alla Vergine Maria.

La festa si è conclusa presso i locali dell’ex Seminario con un rinfresco fraterno, ottimamente servito da alcune famiglie della diocesi e da numerosi ragazzi provenienti da Todi e dal comprensorio orvietano.

AUTORE: Michela Massaro

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