Eletti senza listino

REGIONE. Per una scelta più democratica dei consiglieri

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Dopo il rimpasto di Giunta, con l’assegnazione della delega alla Sanità a Franco Tomassoni, il rientro di Vincenzo Riommi e nuove deleghe a Gianluca Rossi, prima delle ferie c’è stato spazio per un dibattito che potrebbe essere interessante se avesse un effetto concreto: eliminare il cosiddetto “listino”, e consentire l’ingresso a palazzo Cesaroni soltanto ai consiglieri eletti in base alle preferenze ottenute. La proposta è stata avanzata dai consiglieri regionali del Pd Luca Barberini e Andrea Smacchi. Va ricordato che nella legge elettorale attuale la parte relativa alla quota maggioritaria prevede che un quinto dei consiglieri sia eletto non in maniera diretta, ma attraverso il cosiddetto “listino regionale” che consente alla coalizione vincitrice di eleggere automaticamente i 6 candidati legati alla lista del presidente della Giunta regionale. La proposta è dirompente perché rompe quella nicchia, o meglio quella sacca di privilegio, che ha consentito a tanti politici umbri, da Stefano Vinti a Gianpiero Bocci a Roberto Carpinelli – solo per citarne alcuni -, di rifugiarsi, in alcuni casi, nel listino invece di combattere sul territorio, conquistando preferenza su preferenza. Barberini e Smacchi hanno sottolineato che la loro proposta di legge “intende favorire la partecipazione popolare, restituendo ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente tutti i loro rappresentanti, senza il filtro imposto dai partiti attraverso il listino. La sua abrogazione non rappresenta una minaccia per la governabilità della coalizione vincente: la lista collegata al presidente eletto avrebbe, infatti, la garanzia di ottenere almeno il 60 per cento dei seggi (14 su 22 nella provincia di Perugia e 5 su 8 in quella di Terni). In questo modo si giungerebbe anche ad una più corretta assegnazione dei seggi, nel rispetto del principio demografico e della rappresentanza politico-territoriale, criteri attualmente penalizzati – concludono Smacchi e Barberini – proprio dalla presenza e dalla composizione del listino”. C’è da segnalare l’interesse espresso dal consigliere regionale Pdl, Andrea Lignani Marchesani, secondo il quale “eliminare il listino è indubbiamente un passo avanti verso una democrazia partecipata, e tutto ciò che va in direzione di un’effettiva rappresentanza va adeguatamente sostenuto”. Nel sostanziale silenzio del centrosinistra spicca la posizione del presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, che esprime “piena condivisione all’iniziativa di riforma dell’attuale sistema elettorale regionale con eliminazione del listino e scelta dei candidati per tutti i livelli istituzionali, parlamentari compresi, attraverso le primarie”.

AUTORE: Emilio Querini

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