L’ultimo articolo di mons. Goretti per La Voce

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Proprio questa settimana mons. Sergio Goretti ha scritto per La Voce il suo articolo nello spazio dedicato ai Vescovi umbri. Eccolo, quasi  fosse un suo testamento spirituale.

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L’incontro mondiale delle famiglie, che si è tenuto dal 30 maggio al 3 giugno a Milano e al quale ha partecipato il Santo Padre, non può non costituire la base di una rinnovata riflessione sia nella vita pastorale come anche nella vita sociale. Di fronte ai problemi che rendono ancora incerto e confuso il futuro del nostro Paese, ora aggravato dal dramma del terremoto che ha colpito l’Emilia-Romagna, purtroppo esistono raggruppamenti politici e tendenze culturali che mirano a indebolire i valori che sono il fondamento più solido per affrontare e superare le difficoltà del momento. A Milano si è vista la bellezza del “sì” e la speranza per il futuro! È giunto il momento di scuoterci da un certo torpore. Non possiamo continuare a giocare su cose secondarie. I politici, così numerosi nel grande raduno milanese, non possono continuare a proporre mezze verità e facili compromessi, poiché non è questa la via per recuperare stima e fiducia. Erano di grande attualità le riflessioni che il card. Bagnasco aveva già anticipato nell’ultimo Consiglio permanente della Cei: “Con nostro stupore, sono affiorati sulla stampa nazionale temi del tipo ‘La famiglia? Un fardello da cui liberarsi’ in quanto creerebbe ‘alle persone più problemi che altro’. La famiglia non è un aggregato di individui, o un soggetto da ridefinire a seconda della pressione di costume; non può essere dichiarata cosa di altri tempi. Essa affonda le proprie radici nella natura dell’umano… L’unione dell’uomo e della donna in quella comunità d’amore e di vita che è il matrimonio, costituisce l’unico luogo per la chiamata all’esistenza di un nuovo essere umano”. E, giustamente, a conferma del suo pensiero, ha citato una indagine fatta in Italia, dalla quale emerge che le persone che vivono con convinzione il loro essere famiglia sono mediamente anche le più felici. In questi giorni, seguendo gli avvenimenti d Milano, spesso mi sono posto la domanda: come conciliare l’amore con la verità? L’amore mi porta a rispettare la dignità di ogni fratello e ad aiutarlo qualora si trovi in difficoltà. Nessuno può essere escluso o emarginato: il disprezzo per il diverso è dannoso quanto la sua esaltazione. Del resto, luci ed ombre sono presenti nella vita di tutti, ed è da questo miscuglio che nascono l’umiltà, il perdono, la benevolenza e l’accoglienza. Il bene va sempre riconosciuto, ovunque si trovi. La verità, tuttavia, mi spinge ad affermare che la famiglia è una sola ed è quella formata dall’unione stabile e totale tra un uomo e una donna. Nessuna altra forma di relazione amicale può essere equiparata alla famiglia ed avere gli stessi diritti e doveri. La decisione della corte di Cassazione, la quale ha affermato che per essere famiglia non è necessaria la differenza sessuale, è equivoca e dannosa. Dispiace vedere la fragilità di non poche famiglie, le sofferenze e i pericoli che corrono i piccoli costretti a crescere senza un rapporto stabile e profondo con un padre e una madre, la superficialità con cui si iniziano convivenze ad experimentum e senza certezze per il futuro: è come pretendere di costruire una casa stabile sulle sabbie mobili del malcostume e degli istinti carnali! Urge superare l’infantilismo delle passioni, occorre arrivare a una conoscenza profonda e a intese anche interiori, è essenziale invocare il soccorso e la benedizione di Dio, poiché solo così un uomo e una donna possono arrivare a formare un “noi” dove l’uno diventa dono e ricchezza per l’altro.

AUTORE: Sergio Goretti - Vescovo emerito di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino

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