Papa Francesco: famiglia, scuola del Giubileo

PAPA FRANCESCO. Le parole all’udienza di mercoledì in piazza San Pietro

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“Il ritorno del figliol prodigo”, Bartolome Esteban Murillo

All’udienza generale di mercoledì in piazza San Pietro, Papa Francesco ha cominciato il discorso dal Sinodo da poco concluso. L’assise dei vescovi – ha detto – “ha riflettuto a fondo sulla vocazione e la missione della famiglia nella vita della Chiesa e della società contemporanea. È stato un evento di grazia. Al termine i Padri sinodali mi hanno consegnato il testo delle loro conclusioni. Ho voluto che questo testo fosse pubblicato, perché tutti fossero partecipi del lavoro che ci ha visti impegnati assieme per due anni”.

Precisando subito: “Non è questo il momento di esaminare tali conclusioni, sulle quali devo io stesso meditare. Nel frattempo però la vita non si ferma; in particolare la vita delle famiglie non si ferma! Voi, care famiglie, siete sempre in cammino. E continuamente scrivete già nelle pagine della vita concreta la bellezza del ‘Vangelo della famiglia’. In un mondo che a volte diventa arido di vita e di amore, voi ogni giorno parlate del grande dono che sono il matrimonio e la famiglia”.

In particolare – ha proseguito – “vorrei sottolineare questo aspetto: che la famiglia è una grande palestra di allenamento al dono e al perdono reciproco, senza il quale nessun amore può durare a lungo”. Sì, perché “ogni giorno ci facciamo dei torti l’uno con l’altro. Dobbiamo mettere in conto questi sbagli, dovuti alla nostra fragilità e al nostro egoismo. Quello che però ci viene chiesto è di guarire subito le ferite che ci facciamo, di ritessere immediatamente i fili che rompiamo nella famiglia. Se aspettiamo troppo, tutto diventa più difficile”.

Questo atteggiamento positivo avrà un effetto-dòmino: “Se impariamo a vivere così in famiglia, lo facciamo anche fuori, dovunque ci troviamo. È facile essere scettici su questo. Molti, anche tra i cristiani, pensano che sia un’esagerazione. Si dice: ‘Sì, sono belle parole, ma è impossibile metterle in pratica’. Ma grazie a Dio, non è così. Infatti è proprio ricevendo il perdono da Dio che, a nostra volta, siamo capaci di perdono verso gli altri. Per questo Gesù ci fa ripetere queste parole nel Padre nostro. È indispensabile che, in una società a volte spietata, vi siano luoghi, come la famiglia, dove imparare a perdonarsi gli uni gli altri”.

E tornando al Sinodo, Papa Bergoglio ha sottolineato che esso “ha ravvivato la nostra speranza anche su questo: fa parte della vocazione e della missione della famiglia la capacità di perdonare e di perdonarsi. La pratica del perdono non solo salva le famiglie dalla divisione, ma le rende capaci di aiutare la società a essere meno cattiva e meno crudele. Sì, ogni gesto di perdono ripara la casa dalle crepe e rinsalda le sue mura. La Chiesa, care famiglie, vi sta sempre accanto per aiutarvi a costruire la vostra casa sulla roccia di cui ha parlato Gesù…

Vi assicuro che, se sarete capaci di camminare sempre più decisamente sulla via delle Beatitudini, imparando e insegnando a perdonarvi reciprocamente, in tutta la grande famiglia della Chiesa crescerà la capacità di rendere testimonianza alla forza rinnovatrice del perdono di Dio”.

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