Fila liscia, la barca!

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di don Angelo M. Fanucci

Due vescovi, due incontri, in rapida successione, come i botti d’una doppietta. Uno ritrovato e diretto, l’altro appena incontrato e indiretto. Don Nazzareno Marconi, vescovo quasi fresco di Macerata (è lì solo dal 2014), don Luciano Paolucci Bedini, freschissimo vescovo di Gubbio.

Due episodi diversi, ambedue di carattere informale, ambedue di taglio… mangereccio. Si sa, gli episodi informali sono quelli che contano davvero. Se poi avvengono all’interno della scienza o della prassi dell’umana alimentazione, lo sono ancora di più.

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Ero a Macerata per dare un contributo a un gruppo di studio della facoltà di Scienze dell’educazione. Arrivo, e ovviamente telefono a don Néno (con l’accento acuto: la “e” stretta stretta, please!). Saluti a volontà, punti esclamativi a iosa. “Sono qui, e allora vengo a trovarti!”.

“Certo, ci mancherebbe altro!”.

“Ma a che ora vengo?”. “Fammi dare un’occhiata alla mia agenda”. Pausa. “Senti, don Nazaré, tu m’inviti a pranzo e l’incontro è bell’e fatto!”.

Sfacciatello anzichenò, ve’! “Il fatto è che…”. Esita. “Il fatto è che oggi pranzo con un panino, in auto”. Ha troppo da fare, con tutte quelle chiese disastrate dal terremoto! Fine primo episodio.

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Secondo episodio. Gabriele, il titolare del negozio di alimentari occhieggiante in cima a via Palmerucci, la via che a Gubbio sale lungo la nostra chiesa di Santa Maria de’ Servi a corso Garibaldi. “Nostra”: più sua che mia. “Ma lo sa che ieri sera il vescovo Luciano…”. Gabriele mi dà del lei, ma dovrei essere io a dare del lei a questa autentica colonna della “mia” Chiesa. “Ieri sera stavo chiudendo il negozio, quando mi si è profilato davanti…

Lì per lì non l’ho riconosciuto”. Era il nuovo Vescovo. “E che voleva, a quell’ora?”. “M’ha chiesto qualcosa di commestibile con cui prepararsi una cenetta”. Fine secondo episodio.

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Quando la barca va. E la barca di Pietro va, caspita se va! Fila liscia anche nel mare in tempesta, con Francesco al timone, con Nazareno e Luciano ai remi. A un Papa che, di venerdì pomeriggio, va in incognito a far visita a un anonimo condominio di Ostia, rispondono due vescovi di provincia, uno che pranza con un panino in auto, l’altro… L’altro m’aveva conquistato quando, la mattina stessa della sua pomeridiana ordinazione a vescovo il 3 dicembre, era venuto nella Comunità nella quale vivo, aveva parlato con i ragazzi, aveva parlato molto a lungo. M’aveva conquistato. Ma quello che di lui m’ha raccontato Gabriele è… un’altra cosa. Davvero un’altra cosa. Fila liscia la barca di Pietro, oh, se fila!

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