Formazione professionale, una scuola utilissima ma ancora sottovalutata

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Don-Bosco-aula-cmykIl 12 gennaio Perugia tornerà a riflettere su giovani, istruzione e mondo del lavoro. L’occasione sarà il convegno “Per il rilancio della formazione professionale”, organizzato in sala dei Notari di palazzo dei Priori (ore 15-18) dai Salesiani di Perugia. La congregazione di san Giovanni Bosco vanta, infatti, un’esperienza secolare nel campo della formazione e dell’avviamento dei giovani al mondo del lavoro in tutto il mondo. In Umbria i Salesiani gestiscono tre Cnos-Fap (Centro nazionale opere salesiane per la formazione e l’aggiornamento professionale) a Perugia, Foligno e Marsciano.

La formazione professionale sta assumendo sempre più un’importanza strategica nel mondo produttivo. Permette infatti ai ragazzi di continuare il percorso di studi dopo la licenza della secondaria di primo grado, acquisendo allo stesso tempo competenze professionali grazie all’alternanza fra teoria, pratica in laboratorio e tirocinio in azienda. I profili sono diversi: meccanico, elettricista, acconciatore, ristoratore, ecc.

Questo tipo di percorso viene incontro, da una parte, ai fabbisogni formativi espressi dalle aziende; dall’altra alle esigenze dei giovani di acquisire competenze, combattendo così anche il fenomeno della dispersione scolastica che in Italia è più alto rispetto al resto d’Europa. Nel nostro Paese, infatti, la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che abbandona prematuramente gli studi o la formazione è del 15%, in netto miglioramento rispetto al 19.2% del 2009, ma non ancora nei parametri europei che prevedono entro il 2020 di abbassare la soglia al di sotto del 10%.

Ad oggi la formazione professionale come percorso scolastico di due-tre anni professionalizzante è di competenza delle Regioni, ed è parallelo e differenziato rispetto a quello che i ragazzi seguono per l’istruzione scolastica, di competenza statale. Ma l’attribuzione di competenza alle singole Regioni è spesso motivo di difficoltà e disparità di copertura e di accesso nazionale: se, infatti, il Nord Italia (con il Nordest in primis) può vantare una solida e continuativa tradizione, al Centro ma soprattutto al Sud ancora si fatica, nonostante l’altissimo tasso di disoccupazione giovanile.

Il convegno sarà quindi un’importante occasione per approfondire tutti questi aspetti e conoscere meglio questa possibilità di lavoro e istruzione spesso sottovalutata.

Numerosi i relatori che porranno ciascuno l’accento su un diverso aspetto del tema. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e dei rettori Franco Moriconi per l’Università degli studi e Giovanni Paciullo per la Stranieri, sarà la volta di Giuseppe Cioffi, esponente di Confindustria e presidente Its Umbria, che parlerà delle richieste delle imprese. Seguirà Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro , con un intervento sul “duale” come via per valorizzare i percorsi triennali di istruzione e formazione professionale.

Ancora, Giulio M. Salerno, docente di Diritto pubblico e costituzionalista, porrà l’accento sulle conseguenze del referendum sulla formazione; e Dario E. Nicoli, docente di Sociologia all’Università Cattolica, esporrà le nuove proposte degli enti di formazione professionale.

A seguire, la testimonianza del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo della diocesi di Perugia – Città della Pieve, e la riflessione di Eugenio Gotti, esperto di politiche per l’istruzione, la formazione e il lavoro, sulle varie modalità di formazione professionale nelle Regioni. Conclude la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. A moderare l’incontro lo psicologo Filippo Pergola.

AUTORE: Laura Lana

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