Gubbio. Il Vescovo chiede di valorizzare il parco: che sia davvero luogo della Riconciliazione

GUBBIO. Il Vescovo auspica una concreta valorizzazione culturale del Parco

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Mons. Mario Ceccobelli con Maria Luisa D’Alessandro e Catiuscia Marini il giorno dell’inaugurazione
Mons. Mario Ceccobelli con Maria Luisa D’Alessandro e Catiuscia Marini il giorno dell’inaugurazione

Promuovere e valorizzare il Parco della Vittorina perché diventi davvero “Parco della riconciliazione”, secondo la denominazione assunta lo scorso 3 settembre a conclusione della “Tre giorni lungo il sentiero di Francesco” con una solenne cerimonia, presenti il commissario del Comune Maria Luisa D’Alessandro, la presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, il vescovo mons. Mario Ceccobelli.

La richiesta per tale intitolazione era stata presentata dal Comitato cittadino sorto per celebrare l’ottavo centenario della donazione della chiesa della Vittorina a Francesco d’Assisi da parte dei Benedettini di Gubbio (1213-2013). L’obiettivo è far sì che questo luogo rappresenti lo scenario giusto per testimoniare concretamente i valori richiamati dalle tante vicende storico-spirituali di cui il Poverello è stato testimone; su tutte, l’ammansimento del lupo, episodio che ha dato al territorio eugubino fama mondiale anche per quanto esprime in termini di rispetto, tolleranza, comprensione, solidarietà. È il progetto rilanciato dal vescovo Ceccobelli per fare del Parco uno dei luoghi simboli di “Gubbio città della pace e della riconciliazione”.

“Francesco – ha ricordato mons. Ceccobelli – è andato alla ricerca della belva non per ucciderla ma per parlarle e offrirle amicizia, solidarietà, comprensione. Ecco, auspico che questo luogo possa diventare, con un’adeguata promozione e struttura organizzativa, l’approdo dove quanti lo desiderano possano concludere il loro percorso di riconciliazione, prima con se stessi, poi, se necessario, con gli altri”.

È un progetto che valorizza la dimensione di “seconda patria di Francesco” riconosciuta al territorio eugubino e rilancia nello stesso tempo l’ insegnamento di sant’Ubaldo, “santo della pace e della riconciliazione” (Giovanni Paolo II, settembre 1985); trova in loco la sollecitazione e lo stimolo di adeguate testimonianze di grande significato racchiuse ‘in un fazzoletto’.

In un ideale itinerario si potrebbe comprendere il lazzaretto, dove Francesco si è dedicato agli ultimi, l’ammansimento del lupo, e la chiesa della Vittorina (“qui più volte dimorò san Francesco”), dal 1213 primo cenobio dei frati, per concludere nel complesso monumentale di piazza 40 Martiri che ingloba il fondaco degli Spadalanga dove “da un vecchio amico riceverà in dono una povera tonaca” (dalla Vita prima di san Francesco di Tommaso da Celano).

AUTORE: G. B.

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