I giovani umbri rievocano l’incontro con il Papa ad Assisi: “A me il Papa ha fatto vincere la paura”

Al secondo incontro Cresu hanno parlato i giovani

Tempo di lettura: 208 secondi

cresu_incontroAl secondo incontro promosso dalla Commissione regionale educazione scuola e università (Cresu) venerdì scorso, che doveva rivisitare, in qualche modo, la tappa di papa Francesco a Santa Maria degli Angeli dello scorso 4 ottobre, i presenti hanno potuto riattualizzare l’evento, quasi un replay vivo e non virtuale, perché i protagonisti hanno dato un contributo notevole al dibattito.

Intanto si conferma la scelta felice del tema e della formula, fortemente voluta dall’arcivescovo mons. Domenico Sorrentino, di introdurre la riflessione con una sintesi filmata della giornata assisana di papa Bergoglio per non disperderne la copiosa seminagione. E così le immagini che scorrevano, le parole di alcuni protagonisti, gli occhi raggianti, pur nella stanchezza di chi aveva preparato con molto impegno l’avvenimento, hanno permesso di far ri-emozionare chi era in sala. E poi, ben coordinati dal giornalista Piero Damosso del TG1 che ha legato i vari interventi, intercalandoli con sue riflessioni e suggestioni che hanno spaziato sulle attese createsi da Francesco nel mondo della cultura e dei mass media, come tra la gente, hanno preso il via i quattro protagonisti della serata: la Dirigente Scolastica prof.ssa Bianca Maria Tagliaferri dell’Istituto Alberghiero di Assisi, don Riccardo Pascolini degli Oratori dell’Umbria, il campione olimpionico di pugilato Riccardo Cammarelle ed una pattuglia di simpaticissimi e vivaci ragazzi delle scuole che hanno dato sostanza, con i loro interventi e domande ad uno straordinario dibattito.

Sì, perché ai giovani era dedicata la serata, ai loro sogni, alla fatica di crescere, specie in un contesto segnato da individualismo, povertà di proposte e mancanza di allenamento alla fatica e tante paure. Ma è come se fosse rotolato via un macigno dai sepolcri che li tengono prigionieri, quando, terminato il primo round di interventi, uno di loro ha esclamato: “a me il papa ha fatto vincere la paura di andare in una scuola nuova, la paura del futuro!”, che è sembrata come la concretizzazione della sfida che i ragazzi debbono vincere, cioè la paura matta di fare scelte importanti e definitive, come aveva invece esortato a fare quella sera di ottobre il pontefice.

Don Riccardo su questo punto, è stato molto preciso: anche a me, ha detto, che avevo paura di scegliere la strada definitiva della vita, la definitività di un impegno, ha portato a suo tempo aiuto il riflettere sulla testimonianza di radicalità, antidoto vero alla banalità, che viene da persone di cui puoi fidarti. Il papa ad Assisi è stato un forte esempio per le giovani generazioni, sia per le vocazioni di speciale consacrazione che per pensare ad una famiglia.

E poi veramente commovente la parola detta da un gigante, nella vita, come nello sport, come il pugile Cammarelle, anche lui giovane, che ha detto che la medaglia olimpica che gli fu ingiustamente negata all’ultima Olimpiade di Londra, l’ha come recuperata e vinta di nuovo attraverso il ringraziamento avuto dal papa in persona, che lo ha salutato in quella giornata, mentre stava al Serafico; ed ha continuato il pugile, dicendo che nella vita, come nello sport, bisogna recuperare l’impegno, il sacrificio, il rispetto delle regole anche quando non ci piacciono, la capacità di dire “grazie”, anche perché non tutto è dovuto.

La preside Tagliaferri, anche lei molto coinvolta nel dibattito, ha attinto al suo ricco bagaglio culturale e professionale per testimoniare, anzitutto, che la scuola è una grande esperienza di prossimità e di ascolto, che parte dal cuore di ogni ragazzo, per far emergere valori come la forza, il coraggio, la tenacia, la sobrietà. Sono valori che divengono, pian piano, definitivi anche con la mediazione della vita scolastica, senza considerare troppo l’orologio o la stanchezza. Partendo dalle piccole cose, da gustare ed apprezzare, dall’innesto di un sapere che incrocia la vita concreta si può progettare e costruire un futuro a misura di uomo, ha concluso la dirigente scolastica, per concretizzare un “nuovo umanesimo del cuore” secondo la felice espressione di Damosso.

È sembrato che la visita di papa Francesco abbia lasciato un’eco grande nel cuore dei presenti, come di tanti, giovani e non, della nostra terra: “predicate il Vangelo sempre, prima con la testimonianza, poi le parole… date all’Umbria un messaggio di vita e di speranza!”.

AUTORE: Luca Oliveti

LASCIA UN COMMENTO