I mille da eleggere

Politica. Qualche calcolo, in attesa delle prossime elezioni amministrative

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Nel 2009 – il 6 e il 7 giugno (sabato e domenica, con inizio al pomeriggio del sabato) – avranno luogo in Italia nuove elezioni in oltre 4.000 Comuni e 63 province. In più ci sarà anche la tornata per il Parlamento europeo: l’Italia dovrà eleggere 78 rappresentanti e le regioni del centro, fra cui l’Umbria, invieranno a Strasburgo 15 eletti. La legge finanziaria per il 2008, la 244/2007, ha introdotto una serie di misure (in particola all’art. 2, commi 16-32) per contenere i costi della rappresentanza degli enti locali. Tali nuove regole (il solo accorpamento di amministrative ed europee dovrebbe far risparmiare al Paese circa 150 milioni di euro) sono intervenute sia sulla disciplina di alcuni organi – quali Comunità montane, Giunte comunali e provinciali, forme associative comunali e Circoscrizioni di decentramento comunale – sia su quella dello status degli amministratori, per quanto riguarda l’aspettativa, i ‘gettoni’ di indennità e i rimborsi spese. Ma i costi della politica, nonostante l’ultima legge finanziaria, restano ancora troppo elevati; né, di fronte ai recenti scandali (i casi dell’Abruzzo e di Napoli insegnano), sarà un provvedimento del genere che migliorerà davvero l’immagine dei politici agli occhi dell’elettorato. Municipi, ‘l’esercito’ dei 1.094 nuovi consiglieriAlla Provincia di Perugia i cittadini dovranno scegliere 30 amministratori, per quella di Terni il numero scende a 20. Totale per le due Province: 50. Passando ai Comuni, il numero totale dei nuovi consiglieri eletti sarà di 1.094. Un ‘esercito’, per una regione che supera appena gli 870 mila abitanti; tre o quattro volte più del numero dei lavoratori occupati da grandi aziende umbre che operano sul mercato mondiale, pari al numero dei lavoratori impiegati a San Sisto da colossi multinazionali come Nestlé (3.300 occupati complessivi in tutta Italia) o ad un terzo dei dipendenti della ThyssenKrupp Acciai speciali Terni. Le principali sfide per sedere sugli scranni comunali saranno a Perugia, Bastia Umbra, Corciano, Foligno, Gualdo Tadino, Marsciano, Spoleto, Umbertide, Orvieto e Terni. Bocche ‘cucite’ in entrambi gli schieramenti, nessuno azzarda previsioni: il centrosinistra, che naviga in acque molto tormentate da Perugia a Terni, vuole mantenere a tutti i costi una ‘regione bastione’, il centrodestra intende tirare più di uno scherzetto ai suoi avversari. Del resto, il recente crollo di roccaforti rosse come Todi, dove la sinistra aveva sempre tenuto il potere, fa ben sperare il Popolo della libertà. E poi ci sono da tenere a mente gli esempi di Assisi, Deruta e Bettona.

AUTORE: Paolo Giovannelli

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