I partiti umbri verso le urne

POLITICA. La situazione in regione tra i partiti “storici” e le nuove formazioni

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Dimissioni, parole in libertà, presentazioni, sogni realizzati ed altri rimasti tali: la politica umbra non ha riposato durante il periodo natalizio ma, anzi, ha lavorato intensamente tra primarie (Pd e Sel) e divisioni alla vigilia del voto per le politiche del 24-25 febbraio. A distanza di cinque anni e nonostante le tante chiacchiere, a destra e a sinistra, sulla necessità di una riforma elettorale, si presenta la medesima situazione: si eleggono i ‘nominati’, alla faccia dell’importanza delle primarie.

E così il Pd candida al Senato, come capolista, Miguel Gotor, fedelissimo di Bersani, professore di Storia moderna a Torino. Come al solito, il territorio umbro è stato tranquillamente ‘invaso’ dal partito di maggiore peso, il Pd, per garantire un’elezione sicura. Per il resto Marina Sereni è capolista alla Camera. Dietro di lei, in ordine, il parlamentare più votato alle primarie, Gianpiero Bocci, il sindaco di Umbertide, Giampiero Giulietti, la giovane Pd Anna Ascani, i parlamentari uscenti Walter Verini ed Emanuele Trappolino, il segretario regionale Pd, Lamberto Bottini, l’assessore comunale di Foligno, Joseph Flagiello, e la ternana Alida Nardini. Mentre al Senato, dietro a Gotor sono posizionati l’assessore regionale Gianluca Rossi, il sindaco di Corciano, Nadia Ginetti, l’assessore comunale di Perugia Valeria Cardinali e il sindaco di Citerna, Giuliana Falaschi. Nelle ultime elezioni il Pd ottenne un risultato molto buono (44,8%) e furono eletti 5 parlamentari alla Camera e 4 al Senato. Vedremo se sarà così anche quest’anno, considerato che cambieranno alcuni scenari.

Nello spazio di pochi giorni è uscito completamente di scena l’assessore Silvano Rometti (Psi) che sembrava aver conseguito un posto sicuro al Senato sulla base di accordi nazionali. Niente da fare.

Sono intanto rientrate le dimissioni del segretario regionale Bottini che le aveva presentate dopo la sua sconfitta cocente alle primarie, con accuse, abbastanza chiare, alla presidente della Regione, Catiuscia Marini, e al sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, di aver fatto campagna elettorale per alcuni candidati (Giulietti, Ascani, Cardinali) poi risultati vincenti. Insomma, si apre una fase di campagna elettorale ma anche congressuale per il Pd umbro.

Il fronte Pdl, anche in Umbria, è in forte fibrillazione per le direttive imposte da Berlusconi: non più di 15 anni (anche non consecutivi) tra i banchi di Montecitorio o palazzo Madama; età inferiore a 65 anni; essere in regola con la contribuzione mensile al partito e aver dimostrato ‘fedeltà’. Sulla base di questi criteri paiono uscire di scena Franco Asciutti, Domenico Benedetti Valentini e Ada Spadoni Urbani, mentre paiono sicuri di essere confermati Rocco Girlanda, Pietro Laffranco e Luciano Rossi, con il ternano Raffaele Nevi subito dietro. In effetti, al di là delle candidature, il problema maggiore, per il consenso del Pdl, potrebbe essere costituito dalla effettiva consistenza dei “Fratelli d’Italia”, il nuovo partito che fa capo a Ignazio La Russa, Guido Crosetto e Giorgia Meloni. Nei giorni scorsi si sono registrati commenti acidi tra lo stato maggiore del Pdl umbro (in particolare Luciano Rossi) e i consiglieri regionali Alfredo De Sio e Andrea Lignani Marchesani, designati capilista in Umbria per la nuova formazione, sul rischio di una frammentazione del voto, funzionale solo al successo del centrosinistra. Lo stesso capogruppo Pdl in Regione, Raffaele Nevi, è intervenuto affermando “leggo con preoccupazione le dichiarazioni della nuova formazione Fratelli d’Italia, che sembrano avere come obiettivo quello di attaccare il Pdl. Conoscendo bene i colleghi De Sio e Lignani, sono sicuro che vorranno accogliere il mio invito a considerare come avversaria la sinistra che in Umbria, come in Italia, vince quando il centrodestra si divide come è stato dimostrato alle elezioni amministrative”. L’obiettivo è quello di “evitare di farci del male da soli”, ha concluso Nevi.

Per i centristi di Monti ci sarebbe spazio per il professor Alessandro Campi, mentre il rettore della Stranieri, Stefania Giannini, verrebbe proposta in Toscana.

Intanto si propone il movimento “Fare per fermare il declino”, guidato da Oscar Giannino, che in Umbria presenta Eugenio Guarducci, patròn di Eurochocolate, che non ha voglia di fare solo mera partecipazione: “Voglio raggiungere un risultato positivo – ha detto. – Per me, comunque, questa è parentesi che si chiuderà o dopo il 25 febbraio o, chissà, tra cinque anni. Noi non siamo né di destra, né di sinistra né di centro: siamo il nuovo”.

L’obiettivo di “Rivoluzione civile” del giudice Antonio Ingroia è di eleggere un deputato nella nostra regione – con l’appoggio di Rifondazione comunista e dell’Italia dei valori – dove viene proposto Flavio Lotti.

Intanto Sinistra, ecologia e libertà, attraverso le sue primarie, ha lanciato l’assessore alla cultura del Comune di Foligno, Elisabetta Piccolotti, come capolista alla Camera, seguita dal sindaco di Campello sul Clitunno, Paolo Pacifici; mentre al Senato è stato proposto Roberto Natale, alla guida della Federazione nazionale della stampa italiana.

AUTORE: E. Q.

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