Il ‘basta!’ dei giovani Pd

Politica. Occupazione delle sedi del partito

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Alcuni giovani del PD durante la protesta nella sede di Perugia
Alcuni giovani del PD durante la protesta nella sede di Perugia

Anche a Perugia – come in altre città italiane – si è sviluppata la protesta dei giovani del Partito democratico. Un gruppo di giovani democratici, domenica 21 aprile, ha deciso di occupare la sede storica del partito in piazza della Repubblica, in corso Vannucci. Si è trattata di un’occupazione simbolica per protestare contro la gestione del partito e le scelte fatte dai vertici specialmente nel corso degli ultimi giorni, segnati dalla sostanziale dissoluzione del Pd, dopo aver bocciato clamorosamente due suoi esponenti di spicco, come Franco Marini e Romano Prodi, prima di chiedere, sostanzialmente in ginocchio, a Giorgio Napolitano di sacrificarsi.

Il gruppo promotore dell’iniziativa, denominata “Occupy Pd”, ha diffuso una nota sottolineando che “partito per noi non è il participio passato del verbo partire, ma una comunità di persone che condividono idee e valori. Lo spettacolo a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni ci ha lasciati dapprima disorientati, poi sbigottiti ed infine disgustati. Per questo, coordinandoci con le altre città in Umbria e nel resto d’Italia, abbiamo deciso di occupare simbolicamente la sede del nostro partito e di lanciare da qui dei messaggi finalmente chiari a chi, in queste ore, ha condiviso i nostri stati d’animo e le nostre preoccupazioni per il futuro. Siamo stanchi di chi accetta da anni che ci si chiami con i cognomi di altri (dalemiani, veltroniani, fassiniani, bindiani, fioroniani, ed infine bersaniani e renziani), perché vogliamo entrare nel merito delle idee e dei progetti, non delle appartenenze e delle correnti”.

“Noi – proseguono – non ci sentiamo né expost, ma soltanto democratici, non vogliamo scissioni o scioglimenti, ma che il Pd diventi finalmente il grande partito popolare che doveva essere dal principio e che non è mai riuscito a diventare. Per questo serve il coraggio di cambiare. E non si cambia con Berlusconi e questa destra nostrana. Siamo nati nel Partito democratico e crediamo in questo progetto, lo abbiamo costruito e non intendiamo vederlo distruggere. Siamo convinti di essere noi in sintonia con il popolo del centro-sinistra riformista e progressista, molto più dei nostri dirigenti. Per questo rivendichiamo spazi dove non si parli di appartenenze o di spartizioni, ma di temi, progetti ed idee per la nostra terra e il nostro Paese. Con questo obiettivo, a breve, organizzeremo un’assemblea pubblica ed aperta a tutti quelli che si sentono democratici, che non hanno intenzione di morire di tattica e che non hanno ancora perso la speranza nel futuro del nostro partito e del nostro Paese”.

Anche a Terni c’è stata un’iniziativa analoga. La lettera degli esponenti umbri dell’ex Margherita, di qualche giorno fa, ai vertici del Pd regionale, appare già superata dagli eventi. Perché anche in Umbria il Pd appare ormai sfiancato dalle polemiche e dalle divisioni.

AUTORE: E. Q.

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