Il card. Antonelli pubblica un libro per rendere più visibile l’Invisibile

“Dio - dice - si esprime mediante una storia di eventi e parole, complementari tra loro, che ha al centro Gesù di Nazareth, uomo concreto, ma straordinario, incomparabile”

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Il cardinale Ennio Antonelli
Il cardinale Ennio Antonelli

“Evangelizzare è più che istruire; è vivere una storia di relazioni con Dio e con gli uomini, una storia di azioni e parole, di gioie e sofferenze”. Parola del card. Ennio Antonelli , di cui è appena uscito il libro Visibilità dell’Invisibile. Dio con noi nella storia (ed. Ares). Lo abbiamo intervistato.

Tra Dio e l’uomo – come emerge dal libro – c’è un’infinita differenza. Allora come possono incontrarsi?

“L’infinita differenza non esclude la somiglianza. Le creature, specialmente l’uomo e il suo linguaggio, possono veicolare un riflesso di Dio, anche se debole e imperfetto.

Noi comunichiamo reciprocamente i nostri mondi interiori attraverso segni sensibili in un processo di auto-testimonianza, interpretazione e fiduciosa adesione.

Anche Dio si esprime mediante una storia di eventi e parole, complementari tra loro, che ha al centro Gesù di Nazareth, uomo concreto, ma straordinario, incomparabile.

Nella sua personalità singolarissima si compongono armoniosamente qualità antinomiche, che di solito non si trovano insieme in una sola persona. La singolarità paradossale di quest’uomo lascia trasparire la presenza e l’amore di Dio”.

Quali paradossi della figura di Gesù considera più significativi per costruire un nuovo umanesimo?

“Gesù vive, muore e risorge per una sola causa: la causa del regno di Dio, che è anche la causa dell’Uomo e della sua salvezza integrale. Cristo è santo, perfettamente unito al Padre nella preghiera e nell’obbedienza alla Sua volontà; nello stesso tempo è amico dei peccatori, pieno di misericordia verso di loro, fino a prendere su di sé il peso tremendo di tutti i peccati.

È libero e distaccato nei confronti delle realtà terrene e, nello stesso tempo, è impegnato a purificarle e valorizzarle, specie il matrimonio e la famiglia, il lavoro e l’economia.

Lotta contro la sofferenza e, nello stesso tempo, l’assume in prima persona, per renderla preziosa. Parla e agisce con autorità assoluta e, nello stesso tempo, si pone a servizio con totale dedizione.

Muore sulla croce come abbandonato da Dio e rifiutato dagli uomini, ma risorge il terzo giorno come Signore e Salvatore, che apre a tutti un futuro pieno di speranza nella storia e nell’eternità”.

Da Piero della Francesca a Raffaello a Caravaggio, da Van Gogh a Cézanne: qual è il messaggio delle immagini scelte a corredo dell’opera?

“Con una varietà di linguaggi si espone la stessa visione teologica. Nel corso della trattazione, segnalo a più riprese la complementarietà – per l’esperienza religiosa – dei due linguaggi fondamentali, quello simbolico e quello concettuale.

Il primo, intuitivo e affettivo, prevale nella preghiera e nella testimonianza, come del resto nelle relazioni interpersonali, nella poesia e nell’arte. Il secondo, preciso e riflesso, prevale nella teologia scientifica, come del resto nel sapere critico in genere”.

 

AUTORE: M. Michela Nicolais

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