Il Cardinale Bassetti: “Ci sono soglie invalicabili, oltre le quali c’è solo una spirale di morte”

Nota del Cardinale Bassetti sulla tragedia di Ponte Valleceppi

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Mons. Bassetti
Mons. Bassetti

Ieri Perugia è stata sconvolta dalla notizia delle due donne e del bambino gravemente feriti da colpi di pistola a Ponte Valleceppi. L’uomo che ha fatto fuoco sulle tre vittime è Riccardo Bazzurri, un 32enne carrozziere incensurato di Villa Pitignano, che dopo aver sparato alla sua ex, Ilaria, madre del piccolo di due anni, si è sparato alla testa. Al momento sono tutti ricoverati in gravi condizioni.

Il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti dopo essersi recato in ospedale, ha diffuso una nota in cui chiede preghiera e riflessione. Ecco il testo.

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Sta quasi scomparendo la pietà e si rischia di vivere senza timor di Dio.

Amati figli di Perugia credenti e voi tutti uomini e donne di buona volontà. Sono tornato ieri sera dal Reparto di Rianimazione del nostro Ospedale di Santa Maria della Misericordia, dove ho rivissuto sulla mia persona il dramma che ha colpito la nostra città: un uomo e una donna che lottano fra la vita e la morte, un angioletto di due anni a cui sono state mozzate le ali ed un’altra creatura gravemente ferita.

Sono ancora scosso, resta perfino difficile pregare, perché l’emozione ti sconvolge. “Perché Signore? Signore, perché?”. Una cosa è certa: ormai da tempo stiamo respirando troppi veleni, che, come un potente insetticida ci stanno distruggendo la vita. Stanno, infatti, venendo meno quei valori su cui la famiglia umana e l’intera società si fondano: la vita, il rispetto della persona, la famiglia. Non basta più provare orrore e forse anche pietà per tanti fatti che ormai sono accaduti e che le cronache hanno evidenziato. Occorre da parte di tutti assumere una forte presa di coscienza.

I figli devono essere educati e guidati, gli anziani rispettati e ascoltati di più, il lavoro garantito a tutti, la vita propria e altrui custodita e difesa.

In questa tragedia non intendo puntare il dito contro nessuno. Lascio il giudizio a Dio; ma la nostra Umbria, terra di san Benedetto, di san Francesco, di santa Rita e della beata Madre Speranza, deve ritrovare le sue profonde radici cristiane, che hanno, nel corso dei secoli umanizzato le nostre popolazioni.

Ci sono delle soglie invalicabili, oltre le quali c’è solo una spirale di morte. Siamo di fronte a famiglie in crisi di valori e abbandonate a se stesse, con rapporti sempre più fragili e conflittuali. Persone in preda a passioni inaudite e sconvolgenti, che sfociano in gesti di raccapricciante violenza.

Unisco la mia debole voce a quella forte di Papa Francesco perché Perugia torni a rivivere, ai nostri giorni, quella che è sempre stata la sua vocazione e missione storica, una storia di solidarietà, di accoglienza e di rispetto per tutti.

Carissimi figli di Perugia abbiate un sussulto di sano orgoglio per questa nostra bellissima e amata città e in particolare gli uomini e le donne credenti volgano il loro sguardo verso colui, che solo può salvarci, il Signore Gesù, e ritornino fiduciosi sotto il manto della Madonna delle Grazie.

Per le quattro persone gravemente ferite e per i loro familiari che fin da ora, nell’attesa di poterli incontrare, abbraccio nel Signore, assicuro la mia preghiera. Chiedo che in tutte le Parrocchie si tenga un’ora di adorazione davanti al SS. Sacramento, giovedì 10 luglio.

Chiedo, inoltre, alle comunità parrocchiali, all’Azione Cattolica e a tutti i Movimenti ei Gruppi Ecclesiali, alle Confraternite e alle Misericordie e a tutti i consacrati dell’Archidiocesi momenti di riflessione e di preghiera.

+ Gualtiero Card. Bassetti

Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve

 

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