Il cuore pulsante della comunità

GUBBIO. Presentati i lavori di restauro e risistemazione del complesso di Sant’Ubaldo

Tempo di lettura: 117 secondi

Il card. Bassetti, mons. Ceccobelli, Stirati, il rettore della basilica e i fratelli Colaiacovo (foto Gavirati)
Il card. Bassetti, mons. Ceccobelli, Stirati, il rettore della basilica e i fratelli Colaiacovo (foto Gavirati)

Con la recente inaugurazione dei lavori di restauro e sistemazione di alcuni locali del convento e dei piazzali esterni, l’intero complesso della basilica di Sant’Ubaldo ha assunto una dimensione che ne valorizza ruolo e finalità a servizio della città e della intera diocesi.

Un investimento notevole, reso possibile da un robusto contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, dal sostegno di Colacem e di altre 43 attività del territorio, oltre che dal volontariato.

Alla cerimonia svoltasi il 5 giugno, oltre a tantissimi cittadini, sono intervenuti, tra gli altri, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, il sindaco Filippo Stirati, il vescovo Mario Ceccobelli, il presidente della Fondazione, Carlo Colaiacovo, consiglieri regionali, esponenti del mondo politico, religioso, civile, militare e culturale.

“Siamo – ha esordito Bassetti – nel cuore pulsante della comunità eugubina, espressione di grande devozione e unità di un popolo”, auspicando che “possa diventare un centro spirituale e caritativo della diocesi”.

Il vescovo Ceccobelli ha ringraziato la Fondazione e quanti hanno contribuito a valorizzare ulteriormente “il luogo più amato dagli eugubini, dove si sentono davvero a casa propria”.

Da parte sua Stirati, ringraziati quanti hanno reso possibile un simile intervento, ha lanciato un appello per il futuro della diocesi. “Sarebbe impensabile – ha esclamato – che Gubbio dovesse farne a meno: eredità del Patrono e testimonianza irrinunciabile di un sistema di valori”.

Il presidente Carlo Colaiacovo si è dichiarato soddisfatto ed emozionato per aver portato a termine un intervento destinato a ridare centralità a basilica e convento quali luoghi di accoglienza e incontro, Soddisfazione anche dal rettore mons. Panfili, che ha ringraziato Fondazione, imprese e volontariato per un progetto che ha fatto del complesso in vetta al monte Ingino, frequentato annualmente da circa 100 mila persone, “un luogo di preghiera e di incontro aperto a tutti”.

Iniziati con la ricostruzione della croce dinanzi al convento, i lavori sono proseguiti con il recupero e adeguamento dei locali destinati all’accoglienza (sala riunioni, cucina, refettorio), con la sistemazione degli spazi esterni con opere che hanno riguardato il muro di contenimento, la realizzazione di servizi igienici e spogliatoi con docce per pellegrinaggi, scout, visitatori, oltre a una struttura polivalente a disposizione della città. La cerimonia è stata valorizzata da una suggestiva esibizione del gruppo Sbandieratori.

 

AUTORE: Giampiero Bedini

LASCIA UN COMMENTO