Il difficile carisma del Cuore di Gesù

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suor-raffaella-De-ZanL’istituto delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù è stato fondato da Clelia Merloni, nata a Forlì il 10 marzo 1861 da Gioacchino Merloni, divenuto in seguito intraprendente e facoltoso industriale a San Remo. La perdita della mamma in tenerissima età, il contatto con la nonna e la buona matrigna creano un circolo di affetti che, pur nella sofferenza causata dal padre (divenuto anticlericale e massone), l’aiuteranno ad acquisire una personalità adamantina. La consapevolezza di una chiamata l’acquisisce attraverso un rapporto molto personale con Dio; sa mettersi completamente nelle sue mani; coltiva una grande fiducia nel Sacro Cuore e ne ricerca costantemente la volontà. Clelia entra tra le suore di don Guanella dove sente però forte l’impulso a fondare una nuova congregazione dedita a opere di carità che esprimano visibilmente l’amore al Sacro Cuore di Gesù. Il 30 maggio 1894 sorge a Viareggio l’istituto delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù, per il quale ella profonde, oltre al ricco patrimonio, le preziose energie della sua grande anima. Per lo sviluppo e l’affermazione della sua opera dovette sostenere durissime prove, profonde umiliazioni e dolori inenarrabili a causa di un amministratore disonesto che sperperò i beni ereditati dal padre. Dopo il fallimento delle varie opere (orfanatrofio, casa per anziani, educandato), mons. Scalabrini accoglie le Apostole nella sua diocesi e le avvia all’assistenza degli emigrati assieme ai Missionari di san Carlo da lui fondati.

Dopo la morte di mons. Scalabrini la casa madre viene trasferita ad Alessandria e lì durissime prove investono nuovamente la fondatrice. Nel 1916 madre Clelia lascia l’istituto, la sua creatura, in un esilio lungo e doloroso. Va cercando di capire la volontà di Dio a Genova, a Torino, a Roccagiovine (Rm), a Marcellina (Rm); rientra nel 1928 nella casa generalizia di Roma senza avere alcun compito all’interno dell’opera da lei fondata. Trascorre gli ultimi due anni in silenziosa offerta e immolazione per l’amato istituto, per i peccatori e per i sacerdoti. L’incontro con lo Sposo avviene il venerdì (giorno dedicato al Sacro Cuore) 21 novembre 1930, festa della Presentazione di Maria al Tempio. Tumulata nel cimitero del Verano, la salma viene esumata nel 1945: viene ritrovata integra e flessibile e trasportata nella cappella della casa generalizia.

Visione aerea della Casa di Riposo “M. Clelia” con accanto la Scuola dell’Infanzia
Visione aerea della Casa di Riposo “M. Clelia” con accanto la Scuola dell’Infanzia

La causa di canonizzazione di madre Clelia è in attesa della conclusione presso la Congregazione delle cause dei santi. Le Apostole del Sacro Cuore di Gesù sono presenti in Umbria nella diocesi di Perugia già dal 1905 a Ponte Felcino (scuola dell’infanzia “L. Bonucci” e attività parrocchiali); dal 1917 a Colombella (scuola d’infanzia “Sereni Bonucci” e apostolato in parrocchia). Nel 1930 aprono un laboratorio in via Settevalli mentre, nello stesso edificio, dal 1938 vengono accolte le religiose bisognose di cura e di assistenza nella casa di riposo “Madre Clelia”. Accanto a questo edificio, per offrire la presenza gioiosa dei bimbi a chi ha speso tutta la sua vita nel servizio ospedaliero ed educativo, viene aperta la scuola d’infanzia “M. Viganò”. Oggetto particolare, nella casa di riposo, è l’assistenza amorosa alle consorelle anziane. “È la carità del Samaritano – affermava la fondatrice – che deve ispirare l’attività dell’Apostola!”. Anche nelle attività educative, che impegnano le consorelle delle tre scuole dell’infanzia, è vivo l’insegnamento di madre Clelia che ha speso la sua vita per far amare l’Amore, per essere un Vangelo vivente. È stata così vicina a Dio da essere trasformata in “fiamma d’amore”. Ha sollecitato le sue suore impegnate nel campo educativo a essere come un pezzo di legno che, pur essendo piccola cosa, aggiunto al fuoco del divino amore, ne potenzia la fiamma.

Il carisma delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù trae la propria origine dal cuore stesso della Chiesa che è il Cuore di Cristo, squarciato sulla croce per la redenzione del mondo. “Noi Apostole non dobbiamo avere altro di mira che la gloria del Cuore di Gesù”, scrive la madre fondatrice alle sue figlie. Fedele allo spirito di madre Clelia, l’Apostola si consacra interamente al Sacro Cuore di Gesù e si dedica totalmente al servizio della Chiesa, soprattutto nell’attività educativa, nell’assistenza sanitaria, nella pastorale parrocchiale, in case-famiglia e nelle varie attività. missionarie.

AUTORE: Suor Raffaella De Zan Vicaria della comunità

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