Il martire ama non odia

Foligno. Mons. Gualtiero Sigismondi ha incontrato i giornalisti per San Francesco di Sales

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L’incontro del vescovo Sigismondi con i giornalisti
L’incontro del vescovo Sigismondi con i giornalisti

Anche a Foligno, con qualche giorno di ritardo dovuto alle celebrazioni per il santo patrono Feliciano, il vescovo mons. Gualtiero Sigismondi ha voluto incontrare la stampa locale per festeggiare con i giornalisti san Francesco di Sales, loro protettore. Non ha esitato, mons. Sigismondi, a sintonizzarsi sulle frequenze degli operatori della comunicazione, rispondendo alle loro domande dopo aver ricordato i temi toccati nelle omelie delle molte occasioni che il gennaio folignate offre al Vescovo per parlare alla sua Chiesa locale.

Proprio dalle parole forti usate da mons. Sigismondi a San Feliciano per tracciare l’identikit del martire cristiano, senza confonderlo con chi cerca la morte altrui o la propria, hanno preso avvio le domande dei giornalisti. “Il martire ama, non odia – ha ricordato il Vescovo – ed è importante ricordarlo perché la nostra Chiesa sia vicina a coloro che anche oggi soffrono le stesse persecuzioni del tempo di Feliciano”. Le celebrazioni per il Santo patrono – con la presenza dell’arcivescovo di Corfù mons. Ioannis Spiteris – hanno messo in luce anche l’impegno della diocesi di Foligno e della Caritas per l’integrazione (non una banale sistemazione dei migranti) e per l’aiuto alle Chiese sorelle nel Mediterraneo. Relativamente all’impegno nella carità, il Vescovo ha rilevato l’intervento ancora molto forte della Caritas a vantaggio delle persone colpite dalla crisi, rilevando, però, qualche timido segnale di miglioramento sul versante lavorativo. Restando in ambito ecclesiale, mons. Sigismondi ha risposto anche ad una domanda sulla riorganizzazione delle diocesi, confermando – da un lato – la volontà del Papa di ridurne il numero e specificando – dall’altro – che nessun progetto è stato elaborato; i criteri, comunque, non potranno limitarsi al numero degli abitanti, ma dovranno tener conto di altri fattori, compreso quello del numero dei preti e dei seminaristi che, tra l’altro, vede la diocesi di Foligno in ripresa. L’accorpamento delle diocesi creerà più comunione nella Chiesa e ridurrà il campanilismo, che è molto forte, ma non dovrà impoverire l’impegno per l’evangelizzazione, né la pietà popolare, che è il vero tesoro della diocesi di Foligno.

È poi entrato anche in temi “laici”, come il buon rapporto con l’Amministrazione comunale, che potrebbe concretizzarsi nell’”abbattimento del diaframma” – non solo fisico – che separa il Museo di Palazzo Trinci dal Museo diocesano del Palazzo delle Canoniche, ed ha esortato tutti al dialogo “senza mai arrivare a fratture”, prendendo spunto sia dalla permanenza del dott. Mariani all’Ospedale di Foligno – “sarebbe stata una perdita, viste le capacità sue e del suo staff” – sia dalle discussioni in atto per il rinnovo delle cariche nell’Ente Giostra della Quintana.

Infine, poiché durante l’incontro erano in corso le votazioni che avrebbero portato Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica, il Vescovo non si è sottratto alle domande dei giornalisti: “Esulto per la probabile elezione di Mattarella, e non solo perché è un vero cattolico. Il suo rigore morale lo pone al di sopra di ogni sospetto e la sua integrità ne fa un simbolo per le nostre istituzioni”.

AUTORE: F. M. M.

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