“Il meglio di te” salverà il mondo

Incontro a Perugia con lo scrittore Alessandro D’Avenia, che ha affascinato i giovani parlando della propria vita e trasmettendo positività

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Tra poesie, musica e testimonianze, oltre mille persone hanno partecipato all’evento “Il meglio di te” organizzato dal gruppo della Pastorale giovanile diocesana di Perugia e al quale ha partecipato lo scrittore Alessandro D’Avenia. “Un pubblico di queste dimensioni non me lo sarei mai aspettato” ha commentato l’arcivescovo di Perugia mons. Gualtiero Bassetti, aprendo la serata. Un’organizzazione logistica precisa e impeccabile, messa in piedi dai giovani dalla parrocchia di Castel del Piano, coadiuvati del parroco don Francesco Buono. A giorni di distanza dall’evento, sono tuttora vivi i ricordi e gli approfondimenti che popolano i vari social network, da Facebook a Twitter. La freschezza degli argomenti e del linguaggio usato dal protagonista della serata hanno catturato l’attenzione e la curiosità dei presenti. Nato a Palermo 34 anni fa, il giovane scrittore insegna Italiano e latino in un liceo del Milanese. Una vocazione, quella dell’insegnamento, che lui stesso confessa di sentire fin dagli studi universitari: incontrare buoni maestri – spiega D’Avenia – è importantissimo, soprattutto in età adolescenziale. È fondamentale riuscire inoltre a comprendere quanto di bello ci sia in ogni persona e cercare di portarlo alla luce.

Reduce dal successo di due libri, Cose che nessuno sa e Bianca come il latte, rossa come il sangue, l’autore è contornato da tanti giovani ammiratori. Cosa ti piace di lui? A questa domanda poche esitazioni e riposte quasi identiche: è il professore che ognuno di noi vorrebbe avere, giovane, comprensivo, sa ascoltare ed è presente. “Quello che ci affascina in modo particolare – spiegano alcuni dei presenti – è che riusciamo a sentirlo uno di noi, nonostante sia un professore”. D’Avenia parla al pubblico in modo coinvolgente, raccontando la sua vita e le sue storie. “Quando fu assassinato padre Giuseppe Puglisi – racconta lo scrittore – io ero a scuola, a pochi passi dal luogo dell’omicidio. Perché fu ucciso don Giuseppe? Era un boss mafioso? Senza dubbio no. Era un rivale negli affari di mafia? Assolutamente no. Padre Puglisi era fastidioso – spiega il giovane professore – perché sapeva tirar fuori dalle giovani generazioni un senso critico e costruttivo. Riusciva a far uscire la parte migliore e più bella in ogni ragazzo, dandogli una prospettiva di vita diversa dal destino dell’uomo di strada legato alla malavita. Questa è stata la sua colpa. Ha saputo educare i suoi studenti e i suoi parrocchiani al rispetto e all’amore per la vita. Lo stesso sacerdote, racconterà poi il suo carnefice, un attimo prima di essere investito dai colpi mortali di pistola, ha saputo sorridere dicendo con serenità: ‘Vi stavo aspettando’. Quel sorriso e quelle parole, fa sapere l’ex sicario (ora pentito e collaboratore di giustizia), sono state allo stesso tempo tormento e luce”. Parafrasando Dostoevskij, secondo il quale “la bellezza salverà il mondo”, D’Avenia afferma che la bellezza si sta già facendo inesorabilmente strada. È tipico dell’essere umano, che l’uno si prenda cura dell’altro.

 

AUTORE: Andrea Coli

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