Il “no” delle Province

Spending review: le reazioni di Guasticchi e Polli

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Marco Vinicio Guasticchi e Feliciano Polli

Dalla soppressione all’accorpamento: il destino delle Province italiane sembra segnato, sull’altare della riduzione della spesa, la cosiddetta spending review. Non si conoscono ancora i termini della questione, anche se da tempo si parla del criterio di sopprimere le Province con meno di 300 mila abitanti (e quindi anche Terni) e di stabilire la possibilità di fusione con altre realtà (anche tra Province di diverse Regioni?).

In Umbria la situazione è un po’ particolare perché, se venisse confermata questa ipotesi, rimarrebbe solo una Provincia, quella di Perugia, con un po’ di confusione rispetto a competenze e trasferimenti di personale. Ecco, il punto è questo: i dipendenti delle Province soppresse dove andrebbero a finire? Ai Comuni? Alla Regione? C’è molta agitazione tra i dipendenti delle Province umbre per questo clima di incertezza. Le voci si rincorrono senza che si riesca a fare un po’ di chiarezza, in attesa del decreto del Governo atteso per agosto. In grande agitazione sono anche i tanti precari, collocati con profili diversi nelle varie Amministrazioni pubbliche in attesa di comprendere appieno il loro destino, dopo anni di rinnovi (al Comune di Nocera Umbra ci sono precari che hanno compiuto il 15° anno di attività, dopo il sisma).

In questo contesto ha preso posizione il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi: “Bisogna fare luce sui veri costi del nostro Ente, sui servizi che offre ai cittadini, sull’utilità e il valore di questa istituzione e sulle inesattezze riguardanti i risparmi in caso di abrogazione. Il vero costo dell’Ente è di 113 milioni di euro, contro i 7 miliardi di enti intermedi non elettivi”, ha detto.

E ha inviato una lettera ai dipendenti dell’Ente, annunciando un confronto con i sindacati: “In un momento in cui la cosiddetta ‘riqualificazione della spesa’ mette in forse la sopravvivenza delle Province, cogliendo l’amarezza e lo sconforto che serpeggia anche tra i dipendenti per l’incertezza del futuro, che non può essere ipotecato da improvvisati provvedimenti estivi, avverto l’esigenza, e sul piano istituzionale e su quello umano, di comunicarvi la mia volontà di mettere in campo tutte le forze per evitare che un Ente con una lunga storia di operatività e democrazia, con un’alta qualità professionale riconosciuta a livello nazionale, possa essere cancellato sulla base di un semplice conto ragionieristico, peraltro inesatto”.

Anche il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, è intervenuto per difendere l’istituzione da lui presieduta: “La Provincia di Terni si è caratterizzata in questi anni per aver costruito un dialogo e un rapporto con tutti i soggetti del territorio regionale e provinciale, dalla Regione ai Comuni, dalle categorie economiche e sociali alle scuole, fino alle Province limitrofe, in un sistema di relazioni istituzionali volte a realizzare progetti di sviluppo e politiche innovative. La Provincia non si è mai rinchiusa in un microfeudo ad uso e consumo dei suoi rappresentanti, ma ha messo in campo idee e progetti per lo sviluppo e la crescita, attuando una politica rigorosa per contenere i costi, migliorare l’efficienza e qualificare i servizi. Tagliare semplicemente la Provincia di Terni senza mettere mano ad una riforma vera e necessaria equivarrebbe a creare un sistema instabile e sbilanciato. Si perderebbe l’opportunità di dare vita ad una regione più moderna, più equilibrata dal punto di vista istituzionale, più efficiente e meno costosa”.

AUTORE: E. Q.

1 COMMENT

  1. Sembra solo il discorso di un tornaconto personale senza pensare alla situazione del paese ed alle migliaia di persone che hanno perso o stanno perdendo il lavoro per colpa dei loro costi e delle spese spesso inutili o di opere mai portate a termine

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