Il peso di quei 7 punti in meno

La governatrice Lorenzetti, secondo 'Il Sole - 24 Ore', subisce un'erosione dei consensi. Come valutare il dato?

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Obama dice che non manterrà tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Calerà dunque il suo consenso, come è successo per la Presidente umbra, che – secondo l’ultimo sondaggio del Sole 24 Ore – nel 2008 ha perso 7 punti circa di gradimento rispetto alla percentuale con cui venne rieletta nel 2005? La Governatrice le ha mantenute, le promesse? ‘Rivendico e chiedo, anche in vista della fine dei miei due mandati, un giudizio serio e sereno sul mio operato, alla luce del sole ed in modo trasparente. A partire da ‘come sta l’Umbria’ sotto il profilo economico’: questo aveva detto, la Lorenzetti, nella conferenza stampa di fine anno. Ora l’indagine del più autorevole quotidiano economico le riserva un giudizio con luci ed ombre. Dove le ‘luci’ sono il quarto posto assoluto nella classifica nazionale del gradimento dei presidenti di Regione, ed il primo tra i presidenti di centro sinistra: la Lorenzetti ha sbaragliato la collega piemontese Bresso, Vasco Errani dell’Emilia-Romagna, Spacca delle Marche, e tanti altri, compreso il ‘buon ultimo’ Bassolino della Campania. Le ‘ombre’ – per il Sole – sono proprio i 7 punti persi di consenso. Una spiegazione la dà lo stesso giornale: ‘Anche a Perugia e dintorni – sottolinea – le Procure e la Corte dei conti hanno dedicato più attenzione alle Amministrazioni locali’. Spiegazione, questa, che regge, ma fino a un certo punto. Perché, per esempio, la magistratura contabile umbra ne ha dedicata tanta, di attenzione, anche alla Giunta comunale di Terni, con in testa il sindaco Paolo Raffaelli, ma il suddetto sindaco non ha registrato lo stesso calo di consensi. Anzi. Allora per il calo di ‘audience’ della Governatrice la spiegazione la propone un esponente dell’opposizione di centro, quel Maurizio Ronconi dell’Udc che nel 2000 ne contrastò, per il centrodestra, l’ascesa al timone dell’esecutivo di palazzo Donini. Ronconi riporta l’analisi sul piano della politica, e dice: ‘Il gradimento della presidente Lorenzetti è in progressivo e costante calo, pur permanendo al 56 per cento. Il dato fotografa la situazione dell’Umbria: una disaffezione progressiva nei confronti di una sinistra di governo rimasta immobile e non più propositiva, e che in quattro anni perde circa il 10 per cento del consenso; ma anche una assoluta ed allarmante assenza di alternativa proposta dal centrodestra, che continua a baloccarsi in un confronto tutto interno, senza alcun proposito di interpretare la società civile umbra’. Questo dice Ronconi, mentre le attenzioni degli osservatori delle cose politiche umbre sono puntate sulle mosse del suo partito (rimasto fuori dalla prima riunione del tavolo di centrosinistra) in vista delle prossime scadenze amministrative. In effetti, una parte dell’elettorato del centrosinistra potrebbe non aver avvertito quelle spinte reali e consistenti verso l’innovazione che il lorenzettiano Patto per lo sviluppo dell’Umbria prometteva di conferire. C’è da verificare allora se di queste lacune sia responsabile la ‘timoniera’ di palazzo Donini o tutte quelle componenti della società – economica, culturale, produttiva – che avrebbero dovuto remare all’unisono verso la stessa meta. La ‘verifica’ dovrebbe avvenire in vista delle prossime elezioni regionali, e nelle more del dibattito sull’eventuale terzo mandato della Lorenzetti. Sarà una valutazione ‘seria e serena’ come lei stessa auspica? A giudicare da come il suo schieramento sta procedendo per la scelta dei candidati a sindaco per le prossime amministrative, non c’è da essere ottimisti. La cosa certa è che anche il risultato del voto del 6 e 7 giugno prossimo influirà sulla successiva scadenza regionale. Non c’è che da aspettare.

AUTORE: Daris Giancarlini

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