Carabinieri: inaugurata a Perugia la sede del Nucleo tutela patrimonio culturale

La sede, ubicata in corso Garibaldi, è stata dedicata in memoria del colonnello Valerio Gildoni

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DSC00026Alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella giovedì 31 marzo è stata inaugurata a Perugia, in corso Garibaldi, la sede umbra del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale. La nuova sede è stata dedicata alla memoria del colonnello Valerio Gildoni, medaglia d’oro al valore militare, originario di Città di Castello, ucciso da un pensionato che si era barricato in casa, il 17 luglio del 2009 a Nanto (Vicenza), mentre tentava di convincerlo ad arrendersi.
Il presidente si è fermato appena due ore nel capoluogo umbro dove, intorno alle 11, ha presieduto all’inaugurazione della sede del Nucleo Tcp, a cui è seguita, sempre in mattinata, la visita al Residence Chianelli presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia.

Dopo aver passato in rassegna il picchetto d’onore dell’Arma dei carabinieri schierato nel cortile interno del complesso conventuale – un tempo parte dell’orto del monastero di Santa Caterina – Mattarella si è poi recato presso la lapide posta all’interno della sede del Nucleo Tutela dedicata al colonnello Gildoni dove ha incontrato i familiari: la moglie Barbara, il padre, la madre, il fratello don Alberto Gildoni. Alla cerimonia di inaugurazione, svoltasi in un’altra sala del complesso, il presidente ha incontrato, tra gli altri, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, la vicepresidente della Camera Marina Sereni,la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il sindaco Andrea Romizi e il sottosegretario Gianpiero Bocci.

“Intitoliamo questa nuova caserma dell’Arma a un eroe dei nostri giorni, il colonnello dei carabinieri Valerio Gildoni – ha detto il comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette, di fronte alle vaie autorità presenti -. Essa opererà a tutela dell’intera regione umbra a protezione e salvaguardia dei beni storico-artistici-archeologici e paesaggistici di questa antica, nobile, operosa, bellissima regione nel cuore del nostro Paese. Tutto questo è stato e sarà reso possibile grazie alla lungimiranza e determinazione del ministro dei Beni e attività culturali e del turismo Dario Franceschini a cui rivolgo sentiti ringraziamenti” per la sua opera di valorizzazione nell’esercizio delle sue funzioni dell’attività dell’Arma in questo settore. A tal proposito il comandante ha ricordato che la Bandiera dell’Arma ha ricevuto nel 2015 la medaglia d’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte sottolineando la recente iniziativa della costituzione dei caschi blu della cultura sancita quest’anno dalla firma dell’accordo tra l’Italia e l’Unesco e di cui già si parla di un loro prossimo intervento in missione all’estero”.

E’ seguito l’intervento del ministro Dario Franceschini che ha ringraziato il presidente Mattarella per l’attenzione rivolta, con la sua presenza, al lavoro dell’Arma e al mondo della cultura. “Veniamo da giorni di festività pasquali che hanno visto numeri importanti sulla presenza nei musei e nelle città di tanti italiani oltre che stranieri – ha detto – in un momento in cui il turismo internazionale è profondamente minacciato con atti di terrorismo che puntano a creare paura. Il lavoro importante che dobbiamo fare – ha sottolineato – è riavvicinare gli italiani alla consapevolezza dello straordinario patrimonio culturale che abbiamo nel nostro Paese, riconoscendone l’importanza così come fanno gli stranieri quando vengono in Italia. L’Italia è uno straordinario museo diffuso, è il Paese dei 4500 musei, delle grandi capitali dell’arte. Abbiamo la possibilità, adempiendo all’obbligo costituzionale dell’art. 9, di tutelare il patrimonio artistico e paesaggistico, ma contemporaneamente possiamo far diventare il turismo culturale, non del mordi e fuggi, uno straordinario veicolo di crescita economica del nostro Paese e di creazione di nuova occupazione”. “Spesso non abbiamo l’orgoglio sufficiente – ha proseguito – per rivendicare le nostre eccellenze nazionali: non c’è incontro con altri ministri della cultura di altri Paesi in cui non veniamo ringraziati per l’operato dei nostri carabinieri, in collaborazione con quell’attività di formazione che già i carabinieri fanno con le altre forze di polizia. O per il nostro intervento in altri Paesi o ospitando persone di altri Paesi per la formazione del loro personale nel settore dei beni culturali”.

“E’ particolarmente importante avere questa eccellenza mentre vediamo nel mondo tanti luoghi minacciati e deturpati come Palmira – ha proseguito – Vengono distrutti perché sono il simbolo di una cultura o religione diversa. I terroristi filmano le distruzioni pensando che sia uno strumento di propaganda, ma poi, spente le telecamere, vendono i reperti per finanziare la loro attività. E’ per questo che abbiamo proposto già un anno e mezzo fa una task- force internazionale di tutela del patrimonio artistico-culturale patrimonio dell’umanità. E’ per questo che è stata messa in campo la proposta italiana all’assemblea generale delle Nazioni Unite che è diventata una risoluzione approvata all’unanimità dall’Unesco alcuni mesi fa e che ha originato la firma a Roma con il segretario generale dell’Unesco e il Governo italiano del primo accordo di applicazione di quella risoluzione di una task force nazionale italiana composta di carabinieri per la tutela del patrimonio e da civili del ministero come restauratori, architetti e archeologi che sono pronti e operativi per intervenire quando verremo chiamati dalle organizzazioni internazionali e in particolare dall’Unesco. Dopo la liberazione di Palmira i- ha proseguito – il segretario generale dell’Unesco ha già avviato un’attività in questo senso – ha detto – e domani (oggi ndr) ci sarà un primo momento di contatto tra l’Unesco e i rappresentanti di alcuni Paesi tra cui il nostro e siamo pronti ad intervenire essendo l’unico Paese pronto e che ha firmato un accordo formale con l’Unesco per una task force internazionale”.

Il Nucleo Tutela patrimonio culturale

Con un organico di soli 16 militari il 3 maggio 1969 veniva istituito il Nucleo Tutela patrimonio artistico, allora inquadrato nell’ambito del ministero della Pubblica istruzione. Veniva così costituito il primo reparto di polizia al mondo specializzato nella lotta al traffico illecito dei beni culturali dimostrando una particolare sensibilità verso la protezione e la salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale italiano. Nel 1971 il reparto veniva elevato a Comando di Corpo e nel 2001 assumeva l’attuale denominazione. A seguito dell’istituzione del Ministero per i beni culturali nel 1975 il comando transitava alle dipendenze funzionali di quel ministero divenendo l’ufficio di diretta collaborazione. Fin dalla sua istituzione il Tpc, svolge compiti concernenti la sicurezza e la salvaguardia del patrimonio culturale nazionale attraverso la prevenzione delle violazioni alla legislazione di tutela dei beni culturali e paesaggistici. Il Tpc con un organico di 278 carabinieri specializzati è presente sul territorio nazionale con un reparto operativo articolato nelle sezioni antiquariato, archeologia, falsificazione e arte contemporanea con compiti di coordinamento investigativo. Quindici nuclei con competenza regionale ed interregionale ed una sezione per la Sicilia orientale con sede a Siracusa. Si avvale di uno strumento informatico di ausilio all’indagine di polizia giudiziaria, la Banca dati di beni culturali illecitamente sottratti che con più di 6 milioni di oggetti censiti e circa seicentomila immagini è la più grande a livello mondiale nello specifico settore. E’ possibile ricercare e consultare mediante i tradizionali siti informazioni su 14.500 beni culturali di elevato valore.

 

 

 

 

 

 

AUTORE: Manuela Acito

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