Il Punto – Il misterioso caso dei Cinque stelle

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puntoSecondo i sondaggi, il Movimento Cinque Stelle ha buone probabilità vincere le imminenti elezioni del Comune di Roma, e conquisterebbe così la poltrona di sindaco della capitale (che è anche la città più grande d’Italia). Quanto alle future elezioni politiche (previste per il 2018) è molto probabile che arrivi al ballottaggio; e potrebbe anche riportare la vittoria finale insediandosi da solo al governo dello Stato. Si capisce dunque come stia diventando importante chiedersi come vengano prese le decisioni all’interno di quel movimento; qualcuno che ha l’ultima parola c’è, ma non si è capito bene se sia Grillo, o Casaleggio junior, o altri. Ed è ovvio che se si vuole un sistema politico trasparente e democratico, anche ciascuno dei partiti deve essere a sua volta trasparente e democratico. A questo punto però i seguaci delle Cinque Stelle se la cavano dicendo che loro non sono un partito, ma un movimento; la regola della democrazia interna per loro non varrebbe. Ma è come se i giocatori del Sassuolo, che gioca in serie A ed aspira alla Champions League, sostenessero che loro non sono una squadra di calcio e che chi lo dice li offende. I Cinque Stelle non sono fuori dell’agone politico: si presentano alle elezioni nazionali come a quelle locali, hanno deputati, senatori e sindaci; domani potrebbero andare al governo. Dunque sono un partito, anche se questo nome a loro non piace. Ma anche se si lascia perdere la questione dei nomi, il problema della democrazia interna rimane e prima o poi dovranno affrontarlo dandosi regole trasparenti. Su una cosa però si può dar loro ragione: anche se non fanno (per ora) né congressi né primarie, il loro certificato di democraticità è dato dai voti che prendono nelle urne elettorali. Contro di loro si potranno dire tante cose, a ragione o a torto; ma certo nessuno può dire che chi li vota lo faccia per ragioni clientelari, per sdebitarsi di favori ricevuti o per speranza di intrallazzi. Il fatto stesso che i candidati siano sconosciuti scelti un po’ a caso è una garanzia che i voti ricevuti sono genuini. Non tutti possono dire lo stesso.

AUTORE: Pier Giorgio Lignani

1 COMMENT

  1. Credo che sia anche la restituzione di gran parte dei lauti emolumenti che differenzia i parlamentari e consiglieri regionali 5 stelle dagli altri. Non è cosa da poco questa rinuncia, elimina il sospetto, peraltro legittimo considerati i compensi cosi’esagerati, che facciano politica per il proprio interesse privato più che per quello pubblico.

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