Il Punto – L’ecumenismo è vivo in Armenia

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Sul fronte dell’ecumenismo (il movimento di riunificazione di tutti i credenti in Cristo) da Mosca vengono segnali scoraggianti, almeno in un’ottica di breve periodo. Segnali ottimi invece vengono dall’Armenia. Pochi giorni fa c’è stata la visita di Papa Francesco in quel Paese. Bisogna sapere che laggiù i cattolici – in parte di rito romano, in parte di rito armeno – sono pochissimi; la maggior parte della popolazione appartiene alla Chiesa apostolica armena, affine per certi aspetti a quella ortodossa, ma separata anche da questa, perché gli armeni non accettarono il Concilio di Calcedonia (quinto secolo d.C.), l’ultimo comune a tutta la Chiesa indivisa. Da lì in poi, tra gli armeni, da una parte, e i cattolici e gli ortodossi, dall’altra, nasce una differenza dottrinale che non voglio neanche provare a riferire tanto è lontana dalla mia capacità di comprensione.

In ogni caso, in Armenia il Papa e il Patriarca di quella Chiesa si sono incontrati, puramente e semplicemente, come se appartenessero alla stessa Chiesa; dovunque andava il Papa, il Patriarca era accanto a lui come avrebbe fatto, in una nazione cattolica, il Primate locale. In onore del Papa, domenica scorsa il Patriarca ha celebrato una messa solenne in una grande piazza per il popolo dei suoi fedeli e il Papa assisteva pregando con lui, non come un estraneo, sia pure ospite, ma come uno di loro. È vero che il Papa non ha concelebrato né ha ricevuto l’eucarestia: questo ancora non è possibile perché non c’è ancora piena comunione.

Ma si è capito che basta un nulla per superare questi ultimi ostacoli. Alla fine, il Papa ha chiesto al Patriarca di benedire lui e con lui tutta la Chiesa cattolica, e il Patriarca lo ha fatto, come se il Papa appartenesse alla sua giurisdizione: non come superiore ma neppure come inferiore, solo come un fratello accanto al fratello. Perché stupirsi allora se il Papa ha ricordato ancora la tragedia dello sterminio degli armeni di un secolo fa? I turchi si sono risentiti, ma verrebbe da dire: peggio per loro. Il Governo tedesco mica si sente offeso quando si parla della Shoah: i tedeschi hanno riconosciuto quella colpa storica e hanno chiesto perdono. I turchi, mostrandosi offesi, paradossalmente si autodenunciano come colpevoli. Ma la Storia è contro di loro.

AUTORE: Pier Giorgio Lignani

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