Kosovo, una terra “sospesa”

A Sansepolcro conferenza organizzata da Altotevere senza frontiere in occasione della mostra sul Paese balcanico

Tempo di lettura: 103 secondi

Armando Pitassio, docente di Storia dell’Europa orientale all’Università di Perugia, è stato il protagonista dell’incontro organizzato dall’associazione “Altotevere senza frontiere” onlus, nella sala del Consiglio comunale di Sansepolcro. L’iniziativa ha avuto luogo in occasione della mostra fotografica “Kosovo. Una terra sospesa fra le ferite del passato e la costruzione del futuro”.
Durante la conferenza, che ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico, tra cui anche una rappresentanza della comunità kosovara e albanese altotiberina, il prof. Pitassio ha trattato di alcuni temi fondamentali della storia più recente del Paese balcanico: dalla lotta pacifica per l’autonomia dalla Serbia, condotta dal presidente Rugova, fino al passaggio alla lotta armata condotta dall’Esercito di liberazione nazionale dell’Uk. Una fase storica caratterizzata dall’intervento Nato del 1999, contro lo sterminio di Milosevic, che ha portato alla proclamazione d’indipendenza del 2008. L’esperto ha poi aggiunto che la situazione della neonata repubblica, ancora non riconosciuta da tutti gli stati Onu (tra i quali Russia e Cina), è molto fragile. Questo piccolo Stato, infatti, presenta ancora molti problemi di povertà e di disoccupazione, oltre ad un alto tasso di corruzione delle classi politiche e una vasta presenza di criminalità organizzata.
L’incontro è infine proseguito con alcuni interventi, per lo più proposti dalla rappresentanza di kosovari presenti, che hanno offerto una visione e aspetti diversi riguardo alla storia del Kosovo.
La mostra fotografica, invece, svoltasi fino allo scorso mercoledì 14 dicembre negli spazi della sala di Palazzo pretorio, era costituita dagli scatti che gli stessi volontari di Altotevere senza frontiere hanno realizzato durante alcune permanenze in Kosovo, per far conoscere in Valtiberina la difficile realtà di questo Stato balcanico. Questa associazione è infatti presente da ben due anni in Kosovo, dove è attiva con diversi progetti in collaborazione con la Caritas Umbria, come la raccolta viveri in favore della casa-famiglia per bambini abbandonati di Raduloc, gestita dalla Caritas regionale.
I ragazzi dell’associazione tifernate, inoltre, stanno portando avanti anche la costruzione di una casa per una famiglia povera di Istog, una tra le città più popolose del Kosovo occidentale.

 

AUTORE: Francesco Orlandini

LASCIA UN COMMENTO