“La Chiesa vi è vicina”

CEI. La prolusione del card. Angelo Bagnasco al Consiglio permanente che si è tenuto a Roma dal 13 al 25 marzo

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Il card. Angelo Bagnasco tiene la prolusione al Consiglio episcopale permanente
Il card. Angelo Bagnasco tiene la prolusione al Consiglio episcopale permanente

Il Giubileo della Misericordia, i cristiani perseguitati nel mondo e la situazione dell’Italia sono stati i punti focali della prolusione del card. Angelo Bagnasco all’ultimo Consiglio permanente della Cei.

L’Anno santo

“I nostri lavori – ha detto il Cardinale – si aprono avendo nell’anima la lieta sorpresa che il Santo Padre Francesco ha fatto al popolo di Dio… Ci aspetta un particolare anno di grazia per poter fare, insieme ai nostri amati sacerdoti e diaconi, alle persone consacrate, alle nostre comunità, una più intensa esperienza del cuore misericordioso di Dio, di cui Gesù è ‘volto vivo’”.

“L’esperienza della misericordia divina – ha aggiunto – ci fa uscire, ci fa prendere il largo sulle strade degli altri. Nessun luogo è talmente lontano o chiuso da essere inaccessibile al Dio misericordioso e pietoso, grande nell’amore.

E poi bisogna annunciare: anche il samaritano ha annunciato a suo modo la novità di Cristo: lo ha fatto attraverso dei gesti che parlano e dicono che Dio è presente.

Con l’uscire e l’annunciare si può rimanere ancora esterni alla miseria umana: è necessario anche abitarla. Appunto come il Samaritano, che è entrato nella sciagura del malcapitato, nella sua paura e nella sua umiliazione: ha accettato di rallentare il proprio passo, di ritardare la marcia per abitare il bisogno altrui versandovi olio e vino.

In questo modo ha svolto anche un’opera educativa. Come? Con il suo farsi prossimo ha immesso nel mondo il germe di una rivoluzione; ha posto in questione una visione che toccava non solo il Levita di passaggio; ha gettato il guanto della sfida a una cultura individualista. Ha detto no a una visione che scarta il debole e lo abbandona al suo destino.

E così ha iniziato quella trasfigurazione della realtà che si compirà in Cristo, il vero, grande Samaritano dell’umanità: con quel gesto ha preso corpo sulla terra il sogno di una umanità nuova e bella che sarà possibile grazie all’irruzione dello Spirito”.

Cristiani perseguitati

“Sollecitati dal Papa – ha proseguito il Presidente della Cei – a guardare lontano e a pensare in grande il nostro ministero e la nostra stessa umanità, non possiamo non rimanere dolorosamente attoniti di fronte alla persecuzione contro i cristiani che cresce e si incrudelisce.

Il mondo della fede, del buon senso comune, il mondo dell’Umano, rimane sconcertato e percosso. E si interroga: perché? Perché perseguitare e uccidere? Perché tanta barbarie compiaciuta ed esibita sul palcoscenico mediatico del mondo? Perché non fermarsi neppure davanti ai bambini, agli inermi? È forse l’odio per l’Occidente?

Ormai la Storia senza pregiudizi ha fatto le giuste distinzioni: gli errori del passato non coincidono in nessun modo con il Vangelo, il libro di Gesù. È forse la paura di fronte alla modernità con i suoi valori di libertà, di uguaglianza, di democrazia, di giusta laicità, di valorizzazione e di rispetto per la donna…? È forse la rabbia di sapersi perdenti di fronte alla Storia che incalza inesorabile? È forse la ritorsione verso un consumismo che allenta i vincoli, stempera le idee, tende ad appiattire gli ideali e a ridurli al benessere materiale? È forse il tentativo turpe e macabro di regolare i conti all’interno del proprio mondo culturale e seminare terrore tra coloro che la pensano diversamente? C’è forse la speranza che l’Occidente ceda alle feroci provocazioni e reagisca, per poi poter gridare all’invasione o peggio, e così riattizzare vecchi fuochi?

La ragione, prima ancora che le fedi, non può non condannare tanta barbara e studiata crudeltà contro le minoranze, e in particolare contro i cristiani solo perché cristiani. E non può non condannare strategie folli e sanguinarie che portano indietro l’orologio della storia…

Mentre resta urgente la responsabilità di assicurare i diritti della libertà religiosa nel mondo, ancora una volta esortiamo l’Europa a un serio esame di coscienza sul fenomeno di occidentali che si arruolano negli ‘squadroni della morte’. Non si può liquidare la questione sul piano sociologico incolpando la mancanza di lavoro nei vari Paesi: ciò può essere una concausa. Il problema è innanzitutto di ordine culturale: non si può svuotare una cultura dei propri valori spirituali, morali, antropologici senza che si espongano i cittadini a suggestioni turpi. In questo senso, la cultura occidentale è minacciata da se stessa e favorisce il totalitarismo”.

L’Italia

Per sintetizzare la situazione corrente del nostro Paese, il card. Bagnasco ha voluto “far eco alle parole del Santo Padre Francesco a Napoli: parole di altissima condanna del malcostume e del malaffare che sembrano diventati un ‘regime’ talmente ramificato da essere intoccabile… È un destino fatale? Si può reagire?

Senza dubbi, diciamo che si deve reagire, e che ciò è possibile… Ogni soggetto ha il dovere di fare del proprio meglio per il bene della gente, che è in gravi difficoltà e che spesso è stremata: se l’onestà è un valore sempre e comunque, che misura la dignità delle persone e delle istituzioni, oggi le difficoltà di quanti si trovano a lottare per sopravvivere insieme alla propria famiglia… sono un ulteriore motivo perché la disonestà non solo non sia danno comune, ma anche non sia offesa gravissima per i poveri e gli onesti. Ciò è insopportabile!…

Come Pastori, diamo voce alla gente e, purtroppo, quella voce incalza le nostre parrocchie e diventa grido: invoca lavoro per chi l’ha perso e per chi non l’ha mai trovato. Invoca lavoro per chi è sfiduciato e si arrende mettendosi ai margini della società, facile preda della malavita. E con la disoccupazione, l’instabilità sociale cresce fatalmente…

La Chiesa in Italia, a livello centrale, porta avanti da anni il progetto Policoro e il ‘Prestito della speranza’: sono anche questi dei segni concreti che vengono incontro ai giovani, alle famiglie e alle piccole imprese. Tutti sappiamo che non basta ripianare i buchi, ma occorre investire, perché la competizione globale esige di essere sempre all’avanguardia; perché le nostre eccellenze devono essere difese con una continua ricerca; perché le professionalità non deperiscano; perché il patrimonio nazionale non prenda il volo per altri lidi, vanificando così i segnali positivi di ripresa che vengono rilevati dagli esperti”.

L’immigrazione

“Continua – ha denunciato il Cardinale – la tragedia di uomini, donne, bambini, che attraversano il mare per raggiungere le nostre coste con la speranza di una vita migliore. Fuggono dai loro Paesi per le ragioni che conosciamo: guerre, carestia, miseria, violenza. E cosa trovano? Molto, ma certamente ancora insufficiente al fine di una vera integrazione e di una vita nuova.

Le forze in campo non sono poche, ma la situazione richiede visione, energie e risorse, che attestino che l’Europa esiste come casa comune, e non come un insieme di interessi individuali, ancorché nazionali. Un coacervo dove chi è più forte fa lezione e detta legge. La Chiesa, attraverso le Caritas e i centri Migrantes, le parrocchie e le associazioni specifiche, risponde con ogni mezzo, anche grazie all’8 per mille, e mira a un processo di vera integrazione nel rispetto delle comunità di accoglienza e dei cittadini”.

La scuola

Quanto, infine, al tema della scuola paritaria, “è in gioco la libertà di educazione dei genitori per i loro figli. Non è una cortesia concessa a qualcuno, ma è un diritto dei genitori: diritto fondamentale che – unico caso in Europa – in Italia è stato affermato a parole, ma negato nei fatti da troppo tempo.

A proposito di cultura, non possiamo non dar voce anche alla preoccupazione di moltissimi genitori, e non solo, per la dilagante colonizzazione da parte della cosiddetta teoria del gender, ‘sbaglio della mente umana’, come ha detto il Papa a Napoli sabato scorso. Il gender si nasconde dietro a valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione… Ma, in realtà, pone la scure alla radice stessa dell’umano per edificare un ‘trans-umano’ in cui l’Uomo appare come un nomade privo di meta e a corto di identità…

Vogliamo questo per i nostri bambini, ragazzi, giovani? Genitori che ascoltate: volete questo per i vostri figli? Che a scuola – fin dall’infanzia – ascoltino e imparino queste cose, così come avviene in altri Paesi d’Europa? Reagire è doveroso e possibile; basta essere vigili, senza lasciarsi intimidire da nessuno, perché il diritto di educare i figli nessuna autorità scolastica, legge o istituzione politica può pretendere di usurparlo. È necessario un risveglio della coscienza individuale e collettiva… Sappiate, genitori, che noi Pastori vi siamo e vi saremo sempre vicini”.

 

Le domande del card. Bagnasco

Mai come questa volta sono risuonate, nella prolusione del card. Bagnasco, tante domande. Domande incalzanti, che scuotono l’interlocutore, e a cui è difficile dare rispose univoche e sicure. Sembra che il Presidente della Cei voglia chiamare a raccolta il popolo cristiano a una presa di coscienza interpellando l’intelligenza e la coscienza dei Vescovi stessi, in primo luogo, come responsabili delle loro popolazioni, e dei membri del clero, dei religiosi e dei singoli fedeli. Altro significato può essere intravisto nel desiderio di Bagnasco di favorire, in un mondo spesso frantumato e discorde, la convergenza su percorsi comuni di riflessione per giungere a proposte e progetti condivisi. Questo in riferimento all’ambiente cattolico, ma anche all’ambito più sensibile e responsabile del mondo laico. Le domande più incisive toccano temi di grande impatto anche emotivo, che riguardano la violenza e la guerra, la persecuzione contro i cristiani, la “disumanizzazione” dell’Umano, la corruzione: “Perché uccidere? Perché tanta barbarie? Perché non fermarsi neppure davanti agli inermi, ai bambini? È forse l’odio per l’Occidente? È forse la paura verso la modernità? È forse la ritorsione contro il consumismo, che riduce tutto ai beni materiali? È una provocazione all’Occidente per suscitare una reazione che induca a riattizzare altre violenze?”. A proposito di corruzione si domanda: “È un destino fatale? Si può reagire?”. E a proposito dell’educazione all’ideologia del gender – secondo cui già ai bambini si deve insegnare che possono scegliere il sesso cui vogliono appartenere, senza tenere nel debito conto i dati di natura – chiede: “Vogliamo questo per in nostri bambini, ragazzi e giovani? Che a scuola, fin dall’infanzia, ascoltino e imparino queste cose come avviene in altri Paesi d’Europa?”. Il card. Bagnasco, ovviamente, dà le sue risposte, e alcune sue domande sono puramente retoriche. Ma porsi degli interrogativi, in questo scorcio di storia della Chiesa e del mondo, credo sia un esercizio serio e urgente.

E. B.

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