La Legge sull’omofobia è stata rinviata

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La discussione della legge ‘Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale’, che sta facendo il suo cammino da dieci anni, è iniziata. Sarà compito di tutti noi farla proseguire, riprendendo il dibattito consiliare già dalla prossima seduta dell’Assemblea legislativa”.

La presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Donatella Porzi lo ha assicurato martedì pomeriggio ad una delegazione delle associazioni Lgtb che hanno manifestato con bandiere e fischietti davanti a Palazzo Cesaroni per protestare per l’ulteriore rinvio della discussione in aula dopo quello della settimana scorsa dovuto all’obiezione sollevata da De Vincenzi sulla mancanza di copertura finanziaria. Martedì il problema è stato la mancanza del numero legale dovuto non a scelta politica ma a impegni istituzionali, si sono affrettati a spiegare gli assenti tra cui la presidente Marini, la firmataria della legge Casciari e altri. Intanto il Pd, il partito di maggioranza, ha guadagnato una settimana di tempo per definire una linea comune che non metta a rischio l’unità interna, ma la soluzione non si prospetta semplice presi come sono tra due fuochi, da un lato l’Omphalos Arcigay e la sinistra del Pd che chiede l’approvazione della legge così come è giunta dopo il lavoro di un anno in Commissione, dall’altra il comitato “Difendiamo i nostri figli” capofila di quei movimenti cattolici che ne chiedono il ritiro.

Ma anche dentro il Pd la difficoltà si è vista martedì mattina quando prima della discussione il gruppo Pd si è riunito ed ha chiesto ad suo consigliere Andrea Smacchi di ritirare l’emendamento nel quale chiede di inserire all’articolo 1 un comma che tuteli la libertà di espressione in materia. Contro si sono levati gli strali dell’Arcigay che ha parlato di emendamento “salva omofobi” accusando Smacchi di fornire così “una sorta di salvacondotto per gli omofobi di turno”.

Il capogruppo e segretario regionale Pd, Leonelli, ha assicurato l’impegno per approvare “questa importante legge che l’Umbria attende da anni”, una legge che agisce “lungo le fondamentali linee dell’istruzione, dalla formazione professionale e dell’integrazione sociale”. “Ormai quasi non ci interessa più che la legge venga approvata – ha detto il presidente Omphalos, Stefano Bucaioni – ci interessa che si metta fine ai giochi e si voti, poi vedremo chi voterà come e se saranno rispettati i patti presi in campagna elettorale”. Nello scontro sono scese in campo anche le rispettive organizzazioni nazionali, con comunicati e dichiarazioni che sembrano essere lontani dall’obiettivo del dialogo e del confronto costruttivo indicato dal vescovo Sorrentino.

 

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