La questione dirigenti della Provincia

Le polemiche sulla riorganizzazione dell’Ente

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Il palazzo della Provincia
Il palazzo della Provincia di Perugia

La Provincia di Perugia vara la riorganizzazione ma è subito polemica.

Mantenere servizi efficienti, con poche risorse, e non prevedere esuberi è un’impresa quasi miracolosa per il presidente Nando Mismetti. Ma, intanto, resta tutto come prima dal 31 luglio al 1° ottobre prossimo – quando entrerà in funzione – non toccando il numero di dirigenti e posizioni organizzative.

La Cisl dell’Umbria ha espresso il proprio rammarico, rispetto al nuovo modello organizzativo, per il fatto che “abbia prevalso – secondo il sindacato – più la vecchia logica prudente e attendista di stampo politico che le esigenze reali dell’operazione” sottolineando che era necessario diminuire i costi.

È molto critico il giudizio del consigliere provinciale di Fi, Massimo Perari: “Lascia interdetti il comportamento al limite del credibile del Presidente della Provincia di Perugia. Un giorno annuncia il rischio di non arrivare nemmeno a pagare gli stipendi ai dipendenti, convoca tavoli di emergenza per la situazione economica dell’Ente di Piazza Italia, annuncia che non si sa nemmeno se le scuole il prossimo anno potranno avere il riscaldamento e poi le posizioni apicali dei dirigenti e dei 120 minidirigenti vengono conservate in una sorta di immobilismo assolutamente incomprensibile.

E pensare che con quel milione e duecento mila euro che si risparmierebbe, non certo tutto, ma molte cose si potrebbero fare. La Provincia deve necessariamente puntare ad una drastica riduzione dei dirigenti e ad un azzeramento delle posizioni organizzative, è l’unico atto concreto per non far perdere credibilità all’Ente e non trasformare in una pantomima tutti i ragionamenti fin qui fatti sulla razionalizzazione, mentre c’è chi rischia di perdere il posto di lavoro”.

Mismetti ha replicato sottolineando che “va ribadito come la nuova organizzazione preveda una sensibile riduzione delle aree e dei servizi, con una conseguente diminuzione dei dirigenti: da 15 (compreso il direttore generale) rispetto agli attuali 29.

I nuovi servizi svolgeranno la propria attività nelle funzioni fondamentali dell’Ente di area vasta: attività amministrativa di supporto e di assistenza ai Comuni, strade provinciali e regionali, trasporti, edilizia scolastica e servizi ambientali, così come previsto dalla riforma Delrio.

Allo stesso tempo, tale modello organizzativo si svilupperà attraverso un numero di uffici tendenzialmente non superiore a 30: la nuova struttura dell’Ente, pertanto, si caratterizzerà per un significativo snellimento anche delle posizioni organizzative ed individuali, che verranno ridotte addirittura a un quarto di quelle attuali (appunto contro le 120 previste dall’organigramma attuale). Contestualmente, si procederà ad una razionalizzazione dei turni e delle reperibilità, ridefinendone la turnazione per i soli servizi indispensabili, alla luce delle funzioni della nuova Provincia”.

 

AUTORE: Emilio Querini

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